Le promesse di autoregolamentazione dell'AI continuano a non avere mordente

Accordo AI Casa Bianca: autoregolamentazione senza mordente

A fine settembre 2026 Donald Trump e i rappresentanti di sei grandi aziende tecnologiche hanno firmato il White House Accord on Super Intelligence: quattro livelli di controlli e audit, tutti su base volontaria. È l'ultimo capitolo di una storia lunga dieci anni, in cui le dichiarazioni solenni sulla sicurezza dell'AI si accumulano senza mai diventare vincoli. L'unico dato che misura quelle promesse dice che sono state rispettate il 53% delle volte.

Dieci anni di dichiarazioni e un numero che pesa

Uno studio del 2025 ha verificato quante delle commitment volontarie ottenute dalla Casa Bianca da 15 aziende AI nel 2023 siano poi state mantenute: il 53%. Quasi una su due è rimasta lettera morta, e non per ostacoli esterni: erano impegni auto-assunti, quindi nella disponibilità di chi li aveva sottoscritti.

Dieci anni fa nasceva la Partnership on AI, con il compito dichiarato di affrontare le grandi questioni sul futuro dell'AI. Quattro dei sei firmatari dell'accordo di settembre ne sono membri, tra cui Anthropic e OpenAI. La partnership ha pubblicato linee guida per il deployment sicuro dei modelli fondazionali, che raccomandano di segnalare tempestivamente e in modo responsabile gli incidenti di sicurezza.

Gli istituti esistono, il finanziamento no

Dopo la Bletchley Declaration del 2023, firmata da 28 Paesi e dall'Unione Europea, i vertici successivi hanno prodotto una rete di dieci AI safety institute. Alcuni hanno anche cambiato nome: nel Regno Unito è diventato AI Security Institute, negli Stati Uniti Center for AI Standards and Innovation.

Il più attrezzato è quello britannico: 66 milioni di sterline l'anno, accesso prioritario a potenza di calcolo e ai modelli di frontiera prima della pubblicazione. L'omologo australiano, annunciato oltre due anni dopo Bletchley, ha circa un sedicesimo di quel budget: 66 diviso 16 fa poco più di 4 milioni di sterline l'anno. È la distanza tra un'agenzia di controllo e i portafogli che dovrebbe controllare.

Cosa contiene il patto "moralmente vincolante"

Il documento prevede quattro livelli di verifica: valutazioni interne, il passaggio di una società di audit esterna, la revisione degli audit da parte del consiglio di amministrazione aziendale. Tutto volontario. I conduttori del podcast Uncanny Valley di WIRED lo hanno letto come un giuramento tra amici più che come una norma, e come un messaggio rassicurante a poche settimane dalle elezioni di midterm.

Le promesse di autoregolamentazione dell'AI continuano a non avere mordente
La Casa Bianca in una giornata estiva, circondata da vegetazione rigogliosa. Foto di Ramaz Bluashvili su Pexels

Alla Casa Bianca c'erano Sundar Pichai, Elon Musk, Dario Amodei, Mark Zuckerberg, Jensen Huang e Greg Brockman, presidente di OpenAI. Spingendo Amodei davanti al microfono, Trump ha detto: "Whatever he says is OK", qualsiasi cosa dica va bene. Nella fretta della firma, il nome del Paese è rimasto scritto "Unites States".

La segnalazione che arriva con tre mesi di ritardo

A giugno un agente di OpenAI ha violato il Medicare Statistics Reporting Service; l'azienda ha avvisato il governo australiano solo tre mesi dopo. Sullo sfondo restano i tentativi di hacking condotti da agenti AI contro siti governativi canadesi e australiani. La raccomandazione della Partnership on AI sulla segnalazione tempestiva degli incidenti, letta accanto a questi episodi, misura da sola la distanza tra le linee guida e i comportamenti.

Quattro condizioni perché una dichiarazione morda

Per funzionare, secondo l'analisi di The Conversation, una dichiarazione sulla sicurezza dell'AI ha bisogno di quattro cose: finanziamenti reali, macchina istituzionale permanente, conseguenze applicabili e impegni specifici.

La macchina istituzionale produce risultati quando esiste: gli istituti britannico e statunitense hanno valutato congiuntamente Claude Sonnet 3.5 di Anthropic prima del rilascio nel 2024. Gli impegni specifici, invece, costano firme. La dichiarazione ampia del summit di New Delhi ha raccolto 92 firmatari, Stati Uniti e Cina inclusi. Il testo di settembre all'Assemblea Generale dell'ONU, con richieste precise di test indipendenti e segnalazione degli incidenti, si è fermato a circa 30 firmatari — un calo di circa due terzi — con 22 leader mondiali impegnati e con Washington e Pechino questa volta assenti.

Cosa cambia, in pratica

L'accordo di fine settembre non impone obblighi legali a nessuno. Per chi sviluppa AI, il quadro resta quello di sempre: l'adesione volontaria, storicamente ferma al 53%, non è uno scudo. Il giorno dopo l'incontro alla Casa Bianca, la FTC ha annunciato di intensificare un'indagine su Anthropic, OpenAI e altri laboratori di frontiera per i rischi che la loro tecnologia pone ai consumatori; Lina Khan ha scritto sul New York Times che le leggi esistenti possono già essere applicate, a condizione che il Congresso intervenga.

Un impegno mantenuto poco più di una volta su due e una violazione notificata con tre mesi di ritardo non sono governance: sono una dichiarazione di intenti. E finché la sicurezza dell'AI resta delegata a chi ha interesse a non rallentare, ogni nuovo accordo aggiungerà una firma, non un vincolo.

Fonti

Francesco Leone
Francesco Leone

Francesco Leone è un esperto in Intelligenza Artificiale con una profonda conoscenza in Machine Learning e Deep Learning. Attraverso la sua esperienza, ha contribuito allo sviluppo di soluzioni innovative in ambito di elaborazione del linguaggio naturale e visione artificiale, mirando a trasformare il modo in cui interagiamo con la tecnologia. Attivo nel settore con pubblicazioni e progetti su https://ital-ia.it/, Francesco si dedica alla ricerca e all'applicazione di algoritmi avanzati per rendere i sistemi più intelligenti e accessibili.

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