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Amazon mette sul tavolo 1 miliardo di dollari in cinque anni per le città che ospitano i suoi data center, rinuncia agli accordi di riservatezza con le amministrazioni locali e apre le porte al pubblico. La concessione arriva mentre negli Stati Uniti si discutono oltre 100 moratorie contro le nuove costruzioni e circa sei americani su dieci vorrebbero limitarne il numero. Il messaggio del CEO di AWS, però, è tutt'altro che arrendevole: fermare i progetti, sostiene, significa consegnare ad altri la corsa all'IA.
Amazon destinerà 1 miliardo di dollari in cinque anni a educazione, formazione professionale, tutela delle risorse idriche e altre priorità locali dei municipi che ospitano i suoi data center. L'annuncio è firmato da Matt Garman, CEO di AWS, in un post pubblicato il 2 ottobre 2026.
Il confronto con il passato ridimensiona la portata dell'impegno. Negli ultimi tre anni l'azienda ha già speso oltre 1 miliardo in municipi ad alta densità di data center: un ritmo di circa 333 milioni l'anno. Il nuovo piano vale 200 milioni l'anno, quindi un passo annuo inferiore a quello già sostenuto, pur su un orizzonte più lungo.
Amazon ha smesso di usare accordi di riservatezza con le agenzie governative sui progetti locali e organizza open house pubbliche per spiegare le proprie operazioni. La svolta segue le pressioni del deputato democratico Jamie Raskin, che aveva indagato sulle intese segrete tra aziende tecnologiche e funzionari locali.
David Zapolsky, chief global affairs and legal officer di Amazon, ha motivato così il cambio di rotta: "Il settore viene da una storia di segretezza, e quindi una parte è solo riflesso". I leader locali, ha aggiunto, devono condividere le informazioni con i propri cittadini: "Non aveva semplicemente senso" continuare a imporre il silenzio.

Garman non usa toni concilianti. "Se queste misure verranno approvate, gli Stati Uniti potrebbero firmare il proprio biglietto perdente in questa corsa, e le conseguenze durerebbero generazioni", scrive. E ancora: "Questa espansione è così importante geopoliticamente che ci sono diffuse segnalazioni di Paesi che diffondono intenzionalmente disinformazione negli Stati Uniti sui data center per indurci a rallentare".
Il terreno politico è però accidentato. Circa sei americani su dieci si dicono favorevoli a un tetto sulle nuove costruzioni, posizione condivisa da maggioranze sia democratiche sia repubblicane. La maggioranza degli intervistati si dichiara inoltre "estremamente" o "molto" preoccupata per l'impatto dei data center sulle riserve idriche e sui prezzi dell'energia locali. Il presidente Donald Trump ha promosso la costruzione di nuovi impianti, ma il consenso pubblico si sta erodendo mentre ci si avvicina alle elezioni di midterm.
Il numero chiave è il rapporto tra l'impegno sociale e la spesa industriale. A luglio 2026 Amazon ha alzato la previsione di capital expenditure per l'anno a 220 miliardi di dollari, dai 200 miliardi stimati in precedenza, includendo data center e asset tecnologici. Il miliardo per le comunità vale quindi circa lo 0,45% di quella cifra: un investimento di immagine e relazioni pubbliche, non una voce capace di spostare l'economia del progetto.
Per un'amministrazione locale il calcolo pratico cambia di poco: la retorica del "partner della comunità" convive con un'onere energetico e idrico che resta il vero oggetto del contendere. La rinuncia agli NDA, invece, è l'unica concessione strutturale: senza clausole di riservatezza, i consigli comunali dovranno discutere i termini in pubblico, e questo rende molto più difficile firmare accordi su misura lontano dagli occhi dei residenti.
Se le oltre 100 moratorie in discussione passeranno anche solo in parte, la leva negoziale si sposta dai consigli di amministrazione ai consigli comunali. Ed è lì che Amazon dovrà dimostrare che il miliardo non è solo un annuncio.