Amazon investe indagini interne contro ingegneri che hanno testimoniato sui data center

Amazon indaga tre ingegneri che hanno testimoniato sui data center

Tre ingegneri software di Amazon sono finiti sotto indagine interna per aver preso la parola al Consiglio comunale di Seattle sui rischi ambientali dell'espansione dei data center. Il caso trasforma quella che Amazon descrive come una verifica procedurale in uno scontro diretto sulla libertà di espressione politica dei dipendenti: Patrick Schloesser, Darius Irani e Liesel Wigand hanno risposto presentando una denuncia formale all'ufficio per i diritti civili della città.

Le convocazioni HR e la denuncia per rappresaglia politica

Il 10 giugno 2026 — un giorno dopo che il Consiglio comunale aveva approvato una moratoria di un anno sulla costruzione di nuovi data center — i tre ingegneri sono stati convocati separatamente in riunioni virtuali con le Risorse Umane di Amazon. L'ipotesi contestata: aver violato la policy aziendale sulle comunicazioni, agendo come portavoce dell'azienda senza autorizzazione. La durata dell'indagine, comunicata verbalmente, sarebbe stata di una o due settimane.

I tre contestano la ricostruzione: in tutte e tre le sessioni pubbliche davanti al Consiglio si erano presentati come membri di Amazon Employees for Climate Justice (AECJ), il collettivo di lavoratori che spinge l'azienda ad affrontare la crisi climatica — non come rappresentanti di Amazon. "È una pretesa totalmente ridicola", ha dichiarato Schloesser. "Palesemente assurda."

Schloesser ha riferito di essere stato avvisato che l'indagine poteva portare al licenziamento; Amazon ha smentito questa versione. La portavoce Margaret Callahan ha dichiarato a The Verge: "Non è accurato dire che abbiamo piani per licenziare questi dipendenti o che gli abbiamo detto di essere a rischio di licenziamento." L'azienda ha però confermato di stare verificando se vi sia stata una violazione delle proprie politiche.

I tre ingegneri hanno risposto con un esposto congiunto all'Ufficio per i Diritti Civili di Seattle. La loro avvocata, Abby Lawlor dello studio Barnard Iglitzin & Lavitt, ha ricordato che Seattle è "una delle poche giurisdizioni nel paese che proibisce ai datori di lavoro privati di discriminare i dipendenti in base alle convinzioni politiche che hanno e alle organizzazioni cui appartengono".

Amazon investe indagini interne contro ingegneri che hanno testimoniato sui data center
Cablaggio e sistema di gestione dell'accesso ai server di un data center. Foto di Brett Sayles su Pexels

Il nodo: cinque data center che pesano come un terzo della città

Dietro le convocazioni HR c'è un dibattito concreto. Prima del voto, quattro società anonime avevano presentato proposte per cinque grandi data center all'interno dei confini comunali: la domanda elettrica massima combinata avrebbe raggiunto un terzo del consumo medio giornaliero di Seattle, ovvero dieci volte il consumo attuale dell'intero parco data center cittadino.

Il Consiglio ha risposto con una misura d'emergenza approvata all'unanimità — effetto immediato, moratoria di un anno — per definire nuove norme su impatto energetico, consumo d'acqua e ricadute per le comunità locali.

Che il tema stia a cuore a molti dipendenti lo dimostrano i numeri: AECJ aveva già raccolto oltre 1.000 firme su una lettera aperta che chiedeva ad Amazon di alimentare i propri data center esclusivamente con energia rinnovabile locale aggiuntiva. Il salto dalla firma privata al microfono pubblico sembra però aver innescato una reazione diversa. "Mi sono stancato di avere paura di difendere i miei valori", ha spiegato Schloesser al Consiglio. "Non torneremo nei ranghi."

Quello che decide questa denuncia

Il rapporto tra i due numeri chiave — un terzo del consumo elettrico cittadino concentrato in cinque nuove strutture, dieci volte il consumo attuale — spiega perché il Consiglio abbia scelto una misura d'emergenza invece dell'iter ordinario. L'impatto potenziale era semplicemente troppo grande per gestirlo con tempi burocratici normali.

Per i tre ingegneri il nodo principale è però un altro: se la partecipazione civica pubblica espone i dipendenti tech a conseguenze disciplinari. Schloesser ha descritto un "clima di paura" costruito su licenziamenti, piani di miglioramento delle prestazioni e ranking interno competitivo: "Se si ha paura di perdere il lavoro facendo semplicemente il proprio lavoro ogni giorno, difficilmente si è disposti a parlare apertamente — anche quando si tratta di un discorso legalmente protetto."

Quando l'ufficio per i diritti civili di Seattle risponderà alla denuncia, si capirà se la tutela municipale regge contro uno dei maggiori datori di lavoro tech del mondo.

Fonti

Francesco Leone
Francesco Leone

Francesco Leone è un esperto in Intelligenza Artificiale con una profonda conoscenza in Machine Learning e Deep Learning. Attraverso la sua esperienza, ha contribuito allo sviluppo di soluzioni innovative in ambito di elaborazione del linguaggio naturale e visione artificiale, mirando a trasformare il modo in cui interagiamo con la tecnologia. Attivo nel settore con pubblicazioni e progetti su https://ital-ia.it/, Francesco si dedica alla ricerca e all'applicazione di algoritmi avanzati per rendere i sistemi più intelligenti e accessibili.

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