Physical Address
304 North Cardinal St.
Dorchester Center, MA 02124
Physical Address
304 North Cardinal St.
Dorchester Center, MA 02124

Il fatturato annualizzato di Anthropic ha raggiunto 47 miliardi di dollari a maggio 2026, partendo da circa 9 miliardi a fine 2025: una crescita di oltre cinque volte in meno di sei mesi. Con la quotazione in borsa avviata — la società ha depositato confidenzialmente la documentazione — il mercato si interroga non solo su chi vincerà la gara agli IPO tra i grandi lab AI, ma su un fenomeno già conclamato: quasi 90 fondi di venture capital hanno smesso di scegliere tra Anthropic e OpenAI e puntano su entrambi.
Anthropic ha presentato confidenzialmente la richiesta di quotazione, battendo OpenAI sul tempo. La valutazione attuale è 965 miliardi di dollari, raggiunta con il fundraise da 65 miliardi annunciato a fine maggio 2026 — un round talmente richiesto da risultare fortemente in eccesso rispetto all'offerta, stando a più investitori.
Daniela Amodei, co-fondatrice di Anthropic, ha spiegato la scelta con una logica industriale diretta al Bloomberg Tech conference il 4 giugno 2026: «È un costo iniziale molto elevato addestrare i modelli e servire l'inferenza. La mia ipotesi è che nel tempo le aziende che lavorano per far avanzare la frontiera avranno bisogno di accedere al capitale, e i mercati pubblici sono molto adatti a questo».
SpaceX — che ha acquisito xAI nel corso del 2026 — ha già depositato la propria documentazione per l'IPO, atteso per giugno. OpenAI non ha confermato né smentito i propri piani, scegliendo un silenzio molto comunicativo.
La velocità di crescita di Anthropic è misurabile senza margini di interpretazione: rapportando il fatturato annualizzato di maggio 2026 (47 miliardi di dollari) a quello di fine 2025 (9 miliardi), la crescita supera il 420% in circa cinque mesi. Un tasso difficilmente replicabile a quella scala.
Esiste tuttavia un rischio concreto. Alcune grandi aziende — tra cui Uber — hanno dichiarato che non tutti gli investimenti in AI si sono rivelati produttivi, aprendo la prospettiva che le corporation inizino a ridurre i budget. Amodei ha risposto con una lettura diversa del ciclo: «I casi d'uso attuali — coding, servizi finanziari, legale, sanità — continueranno a essere i principali motori di efficienza. Man mano che il mondo degli affari si familiarizzerà con gli strumenti, realizzeremo tutti insieme molto più valore».

Sulla strategia computazionale, Anthropic ha scelto di non costruire data center propri. Per coprire la domanda crescente, ha siglato a maggio 2026 un accordo con xAI/SpaceX rivelato nel prospetto S-1 di SpaceX: costo mensile di 1,25 miliardi di dollari.
Circa 90 società di venture capital e altri gestori hanno investito sia in Anthropic sia in OpenAI. OpenAI condivide il 42% dei propri investitori con Anthropic; circa un terzo degli investitori di Anthropic ha contemporaneamente partecipazioni in OpenAI. Tra i nomi comuni figurano Sequoia Capital, Greylock, Founders Fund, Redpoint Ventures, Emerson Collective e Sound Ventures. Nel fundraise da 65 miliardi, 31 investitori sono stati nominati ufficialmente: almeno 13 hanno anche partecipazioni in OpenAI.
Tom Nicholas, professore alla Harvard Business School e autore di VC: An American History, ha descritto così il fenomeno: «La struttura di ownership che stiamo vedendo è un'indicazione reale di come gli investitori sofisticati guardano a questo mercato, e la risposta sembra essere che pochi sono convinti che sarà un mercato winner-take-all, o, se lo sarà, nessuno sa ancora chi sarà il giocatore dominante».
La metafora più diffusa tra i fondi è quella di Pepsi e Coca-Cola: se il mercato AI è abbastanza grande da sostenere due campioni, perché rinunciare all'uno? Questa logica si scontra con la tradizione VC di concentrare le scommesse su un solo player per categoria. Menlo Ventures, che ha investito solo in Anthropic, ha dichiarato di non aver mai considerato OpenAI. Thrive Capital si è definita pubblicamente «serialmente monogama» nei propri investimenti AI. Sono eccezioni rispetto alla tendenza dominante.
Il calcolo del peso medio di ogni partecipazione rivela qualcosa di importante: con una valutazione da 965 miliardi e un fundraise da 65 miliardi, ogni singolo fondo detiene una frazione minuscola del capitale. La ricerca PitchBook ha sottolineato questo punto — a queste dimensioni, i conflitti d'interesse diventano meno rilevanti perché nessun singolo investitore ha davvero influenza sulla direzione aziendale. La vecchia regola del «scegli solo uno» ha perso il proprio fondamento pratico nel momento in cui le aziende hanno superato certi ordini di grandezza, ciascuna con oltre 100 miliardi di raccolta alle spalle.
Il segnale più vivido dell'euforia arriva da San Francisco, dove alcune case in vendita accettano azioni di Anthropic o OpenAI in alternativa al denaro. Nessuna di queste operazioni è ancora stata ufficialmente completata — Anthropic ha avvertito che le cessioni di azioni senza approvazione del board non sono valide — ma l'immobiliare come barometro è eloquente: la fiducia sulla riuscita degli IPO è già convertita in trattative private.
Con una valutazione da 965 miliardi di dollari, ad un passo dal trilione, Anthropic avrà margini molto ridotti per deludere ai primi risultati da azienda pubblica.