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Il 18 agosto 2026 OpenAI ha lanciato ChatGPT for Teens, una versione dedicata agli utenti tra 13 e 17 anni con restrizioni di default su suicidio, autolesionismo e chat romantiche o sessuali. Il lancio arriva quando, secondo uno studio 2025 di Common Sense Media, oltre il 70% degli adolescenti statunitensi usa già chatbot AI per compagnia, e dopo numerosi contenziosi legali sui rischi dell'IA per i minori. È un intervento tardivo su una base di 900 milioni di utenti settimanali, ma introduce strumenti concreti per genitori e studenti.
ChatGPT for Teens applica protezioni di default sui contenuti sensibili e introduce una modalità di studio pensata per guidare gli studenti invece di fornire risposte già pronte. La versione è rivolta alla fascia 13-17 anni e ai minori identificati automaticamente dal sistema.
Allison Mishkin, responsabile dello sviluppo infantile di OpenAI, spiega che il team ha identificato «i segnali ipotetici che un modello potrebbe dare per spingere un adolescente a sviluppare una relazione con esso». L'azienda ha anche indicato di aver lavorato su principi per gli under 18 informati dalla scienza dello sviluppo e da esperti.
I genitori con account collegati possono impostare fasce orarie di silenzio e ricevere notifiche di sicurezza in situazioni ad alto rischio. L'attivazione richiede l'opt-in sia dell'adolescente sia del genitore.

Le protezioni di base scattano anche senza controlli parentali: l'opt-in serve solo per quiet hours e notifiche. Ann O'Leary, vicepresidente delle politiche globali di OpenAI, lo spiega così: l'azienda vuole garantire che il prodotto sia sicuro «anche se non usi i controlli parentali».
ChatGPT è arrivato alla fine del 2022 e ha superato 900 milioni di utenti settimanali prima che venissero introdotte tutele specifiche per adolescenti. Considerando il lancio del teen mode il 18 agosto 2026, sono passati più di tre anni e mezzo senza un'esperienza separata per i minori.
Le pressioni non erano certo nascoste. Lo studio Common Sense Media del 2025 riporta che oltre il 70% dei teen statunitensi si rivolge ai chatbot per compagnia e la metà li usa regolarmente. TechCrunch collega il lancio a numerosi contenziosi legali per la mancanza di misure di sicurezza, con casi legati a suicidi di adolescenti e altri problemi di salute mentale. Sam Altman, CEO di OpenAI, aveva definito «davvero comune» tra i giovani la dipendenza emotiva dal chatbot.
Qui le fonti divergono sulla portata della novità. TechCrunch lo presenta come un nuovo prodotto, mentre The Verge precisa che molte protezioni non sono inedite: i controlli parentali e Study Mode erano arrivati circa un anno fa, le funzionalità di stima dell'età all'inizio del 2026. Il lancio del 18 agosto consolida e amplia strumenti già esistenti, riunendoli in un'unica modalità attiva di default.
Il punto critico, segnalato da TechCrunch, è che gli adolescenti sono particolarmente abili nell'eludere i controlli parentali e le limitazioni digitali. Senza una verifica dell'età documentale, ChatGPT for Teens resta un argine basato su stime e sulla cooperazione dei ragazzi: la protezione di default è il vero cuscinetto, mentre i controlli più avanzati dipendono dall'opt-in.