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Il numero di tracking di un pacco, il codice di una prenotazione aerea, il numero d'ordine di un acquisto: da oggi Chrome può proporli dentro un modulo web senza che l'utente debba andarli a cercare tra le email. L'annuncio del 28 ottobre 2026 estende l'autofill a uno strato di Personal Intelligence, e infila la comodità dell'ecosistema Google direttamente nella casella di posta.
Con il consenso dell'utente, la versione avanzata dell'autofill usa Gemini con Personal Intelligence per suggerire, nel momento in cui si compila un form, i dati che la persona ha già ricevuto via email. TechCrunch cita, tra gli esempi, il numero di conferma volo, il membership ID, le informazioni di tracking, il numero d'ordine, l'indirizzo, il numero di telefono e il numero di carta di credito.
The Verge cita, come esempi, tre tipi di dato: il numero di tracking di una spedizione, i dettagli di viaggio come un codice di prenotazione volo o una prenotazione alberghiera, e il numero d'ordine di un acquisto recente. In tutti i casi il suggerimento compare mentre l'utente sta compilando, e il salto tra una scheda e l'altra — o la ricerca della ricevuta giusta — sparisce.
L'autofill potenziato non nasce oggi: gli interventi dell'anno precedente avevano aggiunto nome, numero di passaporto, indirizzo email e indirizzi fisici presi dall'account Google e da servizi come Google Wallet. Gmail immette però una categoria diversa di informazione, che si può leggere come legata a transazioni e prenotazioni.
Il salto si misura sulle categorie. TechCrunch elenca sette categorie di esempio; tra queste, tre — numero di tracking, numero d'ordine e conferma di volo — riguardano acquisti o prenotazioni, pari al 42,9% di quell'elenco. Le altre quattro (membership ID, indirizzo, telefono, carta di credito) sembrano appartenere a una sfera più stabile dell'utente.

L'aggiornamento è un'estensione di Personal Intelligence, il sistema che già permette di collegare le app di Google a Gemini per recuperare dettagli e rispondere a domande complesse. Si attiva o si disattiva dalle impostazioni di Chrome, e i dati sensibili mostrati come suggerimento restano crittografati.
La funzione richiede Personal Intelligence attiva e arriva negli Stati Uniti, su desktop e nelle app iOS e Android tramite Gemini in Chrome. Il rilascio annunciato riguarda solo gli utenti statunitensi.
TechCrunch accosta il meccanismo a una delle funzioni di Apple più apprezzate: il rilevamento automatico dei codici di verifica inviati via SMS, mostrati sopra la tastiera e inseribili con un tocco.
Per quanto apparentemente minore, l'aggiornamento può rendere Chrome più comodo e dare un motivo in più per restare nel browser e nell'ecosistema AI di Google.
Per il lettore italiano, oggi, nulla di immediato: il rilascio parte dagli Stati Uniti. Chi compila moduli di continuo — prenotazioni, resi, pratiche — potrebbe essere il profilo su cui la funzione è tarata, per il lettore italiano però nulla di immediato. Il prezzo della comodità sarebbe un permesso da concedere: leggere la posta. L'interruttore resta nelle impostazioni di Chrome, e la scelta se lasciarlo acceso appare la variabile decisiva.