Anthropic espande Claude Cowork su web e mobile

Claude Cowork sbarca su web e mobile: il 90% dell’uso non è coding

Anthropic ha appena trasformato il suo agente AI da strumento da scrivania a compagno di lavoro sempre attivo. Dal 7 luglio 2026, Claude Cowork è disponibile su piattaforme web e mobile per gli abbonati al piano Max — e i dati interni raccontano una storia diversa da quella che ci si aspetterebbe: solo l'8,7% delle sessioni riguarda lo sviluppo software. La corsa degli agenti AI sta abbandonando il terminale dei programmatori per invadere le scrivanie di chiunque faccia lavoro d'ufficio.

Cosa cambia con l'arrivo su web e mobile

Lanciato a gennaio 2026 come app desktop, Claude Cowork ora funziona in modalità cloud: puoi avviare un'attività dal computer, chiudere il laptop e ricevere aggiornamenti sullo smartphone mentre l'agente continua a lavorare in background. La versione desktop resta il punto di riferimento per il "lavoro profondo" — accesso a file locali e browser — ma web e mobile aprono lo strumento anche a chi non ha mai installato l'applicazione.

Un esempio fornito da Anthropic chiarisce la portata del cambiamento: impostare la preparazione di una riunione per le 6 del mattino successivo. Claude setaccia thread email, trascrizioni e notizie recenti, costruisce il documento di briefing e lascia la bozza dell'email di follow-up pronta ma non inviata. L'utente la revisiona davanti al caffè, dal telefono.

La novità tecnica chiave è che l'agente non ha più bisogno di un dispositivo attivo per portare a termine i compiti. Se durante l'esecuzione Claude incontra una decisione che solo l'utente può prendere, invia una notifica push sullo smartphone e attende istruzioni. Le bozze di messaggi non vengono mai inviate senza revisione e approvazione esplicita.

I numeri che ribaltano la narrativa sul coding

Anthropic ha analizzato 1,2 milioni di sessioni anonimizzate e aggregate di Claude Cowork, raccolte tra l'11 e il 31 maggio 2026 da oltre 600.000 organizzazioni. Il risultato sfida l'attenzione mediatica concentrata quasi esclusivamente sugli agenti di programmazione.

La categoria più ampia, con il 33,4% delle sessioni, è business process and operations: report che consolidano aggiornamenti sparsi, checklist di onboarding, riconciliazione di fogli di calcolo. Compiti trasversali a ruoli in finanza, risorse umane e amministrazione.

Segue il 16,4% di sessioni dedicate a content creation e copywriting: bozze, slide deck, post social, proposte commerciali e comunicazioni che normalmente passano dai team marketing e management. Lo sviluppo software, in confronto, si ferma all'8,7%.

Anthropic espande Claude Cowork su web e mobile
Primo piano di un'interfaccia di chat AI su schermo. Foto di Matheus Bertelli su Pexels
Categoria di utilizzoPercentuale sessioni
Business process e operations33,4%
Content creation e copywriting16,4%
Software development8,7%
Altre categorie41,5%

Complessivamente, oltre il 90% delle sessioni campionate non ha nulla a che fare con la scrittura di codice. Anthropic chiama questo fenomeno "il lavoro intorno al lavoro": quelle attività che raramente compaiono nella job description ma divorano quote significative della settimana lavorativa.

Il contesto competitivo: la guerra degli agenti si sposta in ufficio

L'espansione di Cowork non avviene nel vuoto. OpenAI ha seguito una traiettoria simile con Codex, nato come strumento per sviluppatori e oggi sempre più usato da non programmatori per report, presentazioni, ricerche e analisi dati. A giugno 2026 la stessa OpenAI ha lanciato Codex Remote, che permette di controllare l'agente desktop dallo smartphone.

Google nel frattempo ha schierato Spark, la sua interpretazione dell'agente sempre attivo, mentre un progetto open-source chiamato OpenClaw — un agente domestico con una mascotte a forma di aragosta diventato virale a inizio 2026 — ha mostrato la domanda repressa per strumenti autonomi gestibili via messaggistica.

La scommessa, per Anthropic come per OpenAI, è che la partita non si vince con il chatbot migliore. Si vince occupando lo spazio dove il lavoro accade davvero. Lo dimostra anche Claude Tag, il Claude sempre attivo che vive dentro Slack e agisce come un compagno di team.

I piani e la disponibilità

Le versioni web e mobile di Cowork sono in beta e riservate agli abbonati al piano Max, che costa 100 dollari al mese. Anthropic ha dichiarato che l'accesso si estenderà al piano Pro (da 20 dollari al mese) nelle prossime settimane. Per gli utenti free, al momento, Cowork non è disponibile in nessuna forma.

Per accompagnare il lancio, i limiti di utilizzo raddoppiati resteranno in vigore fino al 5 agosto 2026. Chat e Cowork saranno unificati su web e desktop, con progetti e artefatti che convivono su entrambe le piattaforme.

Due agenti, due filosofie a confronto

Il giornalista David Gewirtz di ZDNet solleva una domanda pratica che molti utenti power user si stanno facendo: se Cowork gira in cloud in modo autonomo e su schedulazione, serve ancora un server dedicato con OpenClaw? La risposta non è scontata. OpenClaw non ha limiti di utilizzo perché gira su hardware locale, e non ha costi ricorrenti. Ma per chi già paga l'abbonamento Max, la domanda è quanto lontano si possa spingere Cowork prima di sbattere contro i limiti della piattaforma.

La partita degli agenti AI si sta giocando su un terreno nuovo. Non più solo codice e terminali, ma email, fogli di calcolo, presentazioni e notifiche push. Il lavoro quotidiano di centinaia di migliaia di organizzazioni — quello che riempie gli interstizi tra una riunione e l'altra — è il vero campo di battaglia. E Anthropic ha appena smesso di chiederti di tenere il laptop aperto.

Fonti

Francesco Leone
Francesco Leone

Francesco Leone è un esperto in Intelligenza Artificiale con una profonda conoscenza in Machine Learning e Deep Learning. Attraverso la sua esperienza, ha contribuito allo sviluppo di soluzioni innovative in ambito di elaborazione del linguaggio naturale e visione artificiale, mirando a trasformare il modo in cui interagiamo con la tecnologia. Attivo nel settore con pubblicazioni e progetti su https://ital-ia.it/, Francesco si dedica alla ricerca e all'applicazione di algoritmi avanzati per rendere i sistemi più intelligenti e accessibili.

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