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Amazon MGM Studios ha abbandonato "Artificial", il film di Luca Guadagnino con Andrew Garfield nel ruolo di Sam Altman, praticamente a produzione ultimata e senza fornire una motivazione pubblica convincente. La coincidenza temporale con la partnership da $50 miliardi firmata a febbraio 2026 tra Amazon e OpenAI è troppo netta per passare inosservata: raramente i legami finanziari e la produzione culturale si intersecano in modo tanto esplicito.
Il film ricostruisce i cinque giorni del novembre 2023 in cui Sam Altman fu licenziato e poi reintegrato come CEO di OpenAI. Il cast è di primo piano: Monica Barbaro (protagonista di A Complete Unknown) è la CTO Mira Murati, Ike Barinholtz interpreta Elon Musk e Yura Borisov (di Anora) è il chief scientist Ilya Sutskever. Il progetto era in lavorazione da circa un anno.
La posizione ufficiale dello studio — comunicata a Deadline — è volutamente generica: Amazon ritiene che il film sarà meglio servito da un altro studio e sta lavorando con il team creativo per trovare una nuova casa di distribuzione. L'azienda ha aggiunto di avere grande rispetto per Guadagnino. Nessuna motivazione sostanziale è stata resa pubblica.
A febbraio 2026 Amazon aveva annunciato un investimento da $50 miliardi in OpenAI. Pochi mesi dopo, il film che racconta in chiave drammatica le convulsioni interne alla stessa azienda è stato abbandonato dallo stesso produttore. Il parallelismo cronologico è la prima e più solida informazione disponibile.

Un insider citato da Variety segnala che nel film né Sam Altman né Elon Musk escono particolarmente bene. Le stesse fonti riportano che tra Altman e il CEO di Amazon Jeff Bezos esiste un rapporto personale. Amazon non ha confermato né smentito che questi elementi abbiano influito sulla decisione.
The Verge riporta i fatti senza attribuire moventi specifici. The Decoder adotta un'angolazione più interpretativa e definisce la cancellazione una forma di censura indiretta: più sottile di un intervento dichiarato, non meno efficace — e forse più pericolosa proprio perché non si nomina.
Si tratta di un'interpretazione, non di un fatto accertato. Ciò che è documentato è la sequenza: accordo miliardario siglato, poi film critico abbandonato. La comunicazione ufficiale di Amazon non consente di escludere né di confermare alcun nesso causale.
Il meccanismo che questa vicenda rende visibile non riguarda solo Amazon. Quando un'azienda di intrattenimento e un laboratorio AI sono legati da un accordo da $50 miliardi, qualunque storia che ritrae negativamente il partner diventa un problema commerciale prima ancora che artistico. Il filtro non è un ordine esplicito: è il calcolo silenzioso incorporato nella struttura di potere.
"Artificial", quasi completato al momento della cancellazione, era troppo vicino alla distribuzione per far pensare a una scelta estetica. Il film è ora in cerca di un nuovo studio. Sarà quella ricerca — e il suo esito — il primo test empirico su quanto pesi l'accordo da $50 miliardi tra Amazon e OpenAI sulla libertà creativa dell'industria.