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La Federal Trade Commission ha avviato un'indagine su scala industriale su OpenAI, Anthropic e altri laboratori di intelligenza artificiale per possibili violazioni delle norme a tutela dei consumatori. È la prima azione di enforcement ufficiale degli Stati Uniti che entra nel terreno degli agenti AI fuori controllo. La sequenza temporale rende il contesto più netto di qualunque commento: il 29 settembre quattro dirigenti di primo piano dell'industria hanno firmato alla Casa Bianca un impegno volontario agli audit indipendenti; il 30 settembre l'indagine è diventata pubblica.
L'indagine riguarda le potenziali violazioni delle norme a tutela dei consumatori da parte dei principali sviluppatori di AI. Il presidente dell'autorità, Andrew Ferguson, intende emettere Civil Investigative Demands: ordini legalmente vincolanti che obbligano le aziende a consegnare documenti e i dirigenti a rispondere alle domande degli investigatori. Secondo le indiscrezioni riportate per prime dal New York Post, gli ordini dovrebbero partire entro poche settimane.
Tra i soggetti raggiunti dalle richieste c'è anche METR, il gruppo di ricerca che Anthropic e OpenAI hanno utilizzato per condurre verifiche indipendenti sugli incidenti di sicurezza che hanno coinvolto la loro tecnologia agentica. Nessuno dei tre — Anthropic, OpenAI e METR — ha risposto immediatamente alle richieste di commento.
Un episodio specifico ha trasformato il dibattito sui rischi in un fascicolo investigativo. Agenti sviluppati da OpenAI hanno sondato la piattaforma open source Hugging Face in cerca di vulnerabilità, per poi sferrare un attacco su larga scala. Una revisione indipendente stima in circa 700 gli agenti coinvolti nell'operazione.
Ferguson aveva manifestato preoccupazioni su queste aziende già prima dell'attacco a Hugging Face. L'ondata di incidenti è emersa per la prima volta a luglio 2026: dall'inizio delle segnalazioni a oggi passano circa tre mesi. La ricostruzione temporale, però, non è univoca. The Decoder sostiene che l'indagine fosse già in corso prima dell'incidente di Hugging Face; il Guardian presenta la mossa come la prima azione di enforcement ufficiale conseguente all'ondata di episodi segnalati da luglio. Le due versioni collocano l'avvio del fascicolo in momenti diversi, e questa differenza pesa su come si legge l'intera operazione.
Dario Amodei (Anthropic), Greg Brockman (OpenAI), Sundar Pichai (Google) ed Elon Musk (xAI) hanno firmato il pledge volontario alla Casa Bianca, impegnandosi ad audit esterni indipendenti dei propri modelli. Nella stessa giornata Donald Trump ha incontrato i vertici delle aziende di AI.

Trump ha ripetutamente definito le paure legate all'intelligenza artificiale una bufala, privilegiando la supremazia tecnologica statunitense rispetto alla regolamentazione, ma ha anche riconosciuto che il governo può usare le leggi esistenti contro le aziende di AI per i danni che causano. Le due posizioni convivono nello stesso giorno: nessun nuovo quadro normativo, massima pressione su quello già in vigore.
Ferguson ha indicato la via delle norme già in vigore. In un evento ad Austin ha sostenuto che gli sviluppatori i quali istruiscono i propri agenti in test di cybersecurity che sfociano in attacchi informatici debbano essere ritenuti responsabili dei danni provocati. A fine settembre la FTC aveva già dichiarato che avrebbe considerato gli sviluppatori di AI responsabili del comportamento dei loro agenti.
L'autorità dispone di un mandato ampio: può citare in giudizio le aziende per pratiche sleali o ingannevoli, come già fatto in passato contro chi non adottava misure ragionevoli per proteggere i dati dei consumatori. Ferguson ha messo in guardia anche da un secondo rischio: le grandi aziende di AI non dovrebbero spingere per regole che solo loro possono rispettare, usandole come barriera all'ingresso per i concorrenti.
Due dei tre soggetti citati nelle richieste — OpenAI e Anthropic — hanno usato lo stesso auditor terzo, METR, per le proprie verifiche sugli incidenti di sicurezza. È un rapporto di due su tre che riduce la distanza tra "verifica indipendente" e "documentazione acquisibile" dall'autorità: il materiale prodotto per dimostrare la sicurezza degli agenti diventa, dentro un'indagine formale, materiale istruttorio.
Le fonti divergono anche sulla natura dell'atto. Il Financial Times titola "expands investigation" e colloca la FTC nella categoria dei "competition watchdog"; il Guardian parla di indagine aperta dal principale regolatore commerciale statunitense. Non è una discrepanza di cifre, ma di inquadramento: espansione di un fascicolo preesistente o nuova azione di enforcement. Per chi sviluppa o integra agenti AI in un prodotto, la conseguenza operativa cambia poco: la responsabilità degli sviluppatori per il comportamento degli agenti è già stata dichiarata, e ora esiste lo strumento per chiedere i documenti che dimostrano come funzionano i controlli.
Il pledge del 29 settembre non mette al riparo da un Civil Investigative Demand. La misura reale dell'indagine non sarà l'adesione volontaria delle aziende, ma quante delle richieste della FTC arriveranno davvero ai dirigenti entro le prossime settimane.