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La Cina ha scelto di non aspettare la parità generale sull'intelligenza artificiale per competere sul fronte più critico: quello della sicurezza informatica. Due aziende cinesi — Zhipu AI (Z.ai) e 360 Security Technology — dichiarano di aver raggiunto le capacità di Anthropic Mythos nella ricerca di vulnerabilità software. Il messaggio è più geopolitico che tecnico: Pechino impone la metafora del deterrente nucleare per segnalare che nessuna nazione può detenere da sola questo tipo di vantaggio.
GLM-5.2 è il modello open-weight rilasciato a fine giugno 2026 da Zhipu AI (Z.ai), azienda con sede a Pechino. Alcuni ricercatori sostengono che eguaglia Mythos nella ricerca di bug e in scenari di cybersecurity, ma rimane indietro rispetto ai modelli di Anthropic e OpenAI su tutti gli altri compiti generali. Il divario si è chiuso esattamente nel punto dove le implicazioni sono più acute.
Secondo Z.ai, GLM-5.2 opera a circa un sesto del costo di Anthropic Mythos. La natura open-weight del modello aggiunge un elemento ulteriore: chiunque può scaricarlo e farlo girare su hardware reperibile, senza supervisione.
Anche 360 Security Technology rivendica capacità equivalenti a Mythos. Il fondatore, Zhou Hongyi, ha presentato i modelli Yitian Tulong come il "Mythos cinese" alla conferenza ISC.AI 2026 di Pechino, a fine giugno 2026.
Zhou ha definito Mythos l'"arma nucleare informatica" dell'era AI: «Questo tipo di arma potente, che può cambiare il panorama dell'offensiva e della difensiva informatica, non può essere detenuta solo dagli altri». Ha poi motivato l'urgenza: «La Cina non può aspettare che le capacità dei modelli abbiano completamente raggiunto quelle altrui prima di iniziare la scoperta di vulnerabilità, perché non possiamo permetterci di aspettare».
Le capacità dichiarate da entrambe le aziende non sono state verificate in modo indipendente da ricercatori o aziende occidentali.

Le dichiarazioni di Pechino, secondo gli esperti di sicurezza, rientrano nella logica della deterrenza più che nell'annuncio di un'offensiva imminente. James Griffiths, ex analista dell'agenzia di intelligence britannica GCHQ e fondatore della società di consulenza UtopianKnight, interpreta così le parole di Zhou: «Non sorprende che la Cina abbia dichiarato pubblicamente di avere uno strumento equivalente a Mythos di Anthropic, e collegarlo al deterrente nucleare è una tattica piuttosto interessante».
La lettura di Griffiths è netta: «Chiaramente si tratta di una mossa di potere da parte della Cina usando il concetto del "deterrente nucleare". Non usare questo su di noi, altrimenti useremo il nostro. Mutua garanzia di distruzione nello spazio cibernetico».
Annunciare le capacità senza dimostrarne l'uso operativo è esattamente lo schema del deterrente classico: il valore strategico sta nella credibilità della minaccia, non nell'azione.
Il dato economico merita attenzione a lungo termine. Se GLM-5.2 opera a un sesto del costo di Mythos con prestazioni comparabili sul bug-finding, un programma di vulnerability discovery che con Mythos richiederebbe sei unità di risorsa ne richiederebbe una sola con il modello cinese. Non è superiorità assoluta: è scala d'accesso.
Va messa in prospettiva la situazione di Anthropic Mythos 5: dopo il blocco imposto dal Dipartimento del Commercio USA, il modello è stato redistribuito a sole 100 entità fidate — aziende, operatori di infrastrutture critiche e agenzie governative statunitensi. GLM-5.2 non ha nessuna di queste restrizioni.
L'asimmetria reale non è tecnologica: il modello americano è più potente ma blindato; quello cinese è disponibile a chiunque, ovunque, a costo marginale.