Google e FBI Citano in Giudizio Operazione Cybercrime Cinese che Usa AI

Google e FBI contro Outsider Enterprise, la rete truffa AI cinese

La prima causa legale congiunta tra Google e FBI non è solo un atto giudiziario: è il riconoscimento che le truffe generate dall'AI hanno raggiunto una scala industriale impossibile da contrastare con strumenti tradizionali. In due settimane di maggio 2026, la rete cinese "Outsider Enterprise" ha inviato 2,5 milioni di messaggi fraudolenti agli utenti Android, allestito 9.000 siti falsi che imitavano Google, YouTube, il servizio postale americano e il sistema di pedaggi E-ZPass di New York, e distribuito un milione di URL malevoli.

Outsider Enterprise: la macchina delle truffe e il ruolo di Gemini

Il gruppo ha costruito 131 software kit per generare automaticamente siti clone su larga scala, coordinando le campagne tramite Telegram. Il punto tecnico che ha spinto Google ad agire è l'uso di Gemini — il sistema AI dell'azienda — per rendere i messaggi di phishing più convincenti e scalare l'operazione. Le vittime, stimate in centinaia di migliaia, hanno subito furti di password e dati di carte di credito; i danni complessivi si contano in milioni di dollari, senza che Google abbia fornito una cifra precisa.

Il 12 giugno 2026, Google ha depositato la causa presso il U.S. District Court for the Southern District of New York. Halimah DeLaine Prado, General Counsel di Google, l'ha definita la prima azione legale in cui l'azienda opera fianco a fianco con l'FBI e con i principali carrier americani AT&T, T-Mobile e Verizon. L'obiettivo è un'ingiunzione restrittiva che permetta di sequestrare domini e bloccare account senza attendere ulteriori passaggi giudiziari.

Gli utenti Android hanno presentato 55.000 segnalazioni di messaggi spam in quelle stesse due settimane — più di due al minuto. Google afferma di intercettare già oggi oltre 10 miliardi di messaggi truffa al mese tramite propri strumenti AI.

Google e FBI Citano in Giudizio Operazione Cybercrime Cinese che Usa AI
Stanza buia con monitor che visualizzano codice, tema cybersicurezza. Foto di Tima Miroshnichenko su Pexels

OpenAI blocca due cluster cinesi di manipolazione

Quasi in contemporanea, il Threat Report di giugno 2026 di OpenAI ha rivelato un secondo fronte: campagne di influenza pensate per orientare il dibattito politico americano. OpenAI ha bannato due cluster di account ChatGPT, con operatori che usavano VPN e prompt in cinese semplificato.

Il primo, battezzato "Data Center Bandwagon", produceva commenti in inglese, vignette e immagini per sostenere che l'espansione dei data center AI fa aumentare le bollette elettriche delle famiglie americane. I contenuti venivano diffusi su X con gli hashtag #capacityauction e #datacenters. OpenAI ha ricondotto gli operatori a una società tecnologica privata cinese che lavora per conto di autorità provinciali; gli stessi account attaccavano dissidenti come l'attivista Li Ying, nota come "Teacher Li".

Il secondo cluster, "Tech and Tariffs", generava vignette contro la politica tariffaria di Trump e la strategia americana di supremazia tecnologica. I prompt chiedevano esplicitamente di non raffigurare la Cina né il presidente Xi Jinping. Un operatore ha definito i propri account una "water army" — termine cinese per reti di troll coordinate. Questo cluster ha anche tentato di screditare OpenAI diffondendo la falsa notizia di una compromissione dei dati degli utenti ChatGPT. Ben Nimmo, lead investigator di OpenAI, ha dichiarato ad Axios che le operazioni non hanno creato il dibattito: vi si sono innestate cercando di orientarlo dall'esterno. Entrambi i cluster hanno ottenuto Categoria 1 sulla Breakout Scale di OpenAI, il che significa che non si sono diffusi oltre i propri account in modo significativo.

Il conto economico dell'AI nel cybercrime

I due casi delineano un pattern coerente. L'FBI stima le perdite totali da criminalità informatica nel 2025 a circa 21 miliardi di dollari, di cui 893 milioni attribuiti direttamente all'AI — pari a circa il 4,3% del totale (893 su 21.000 milioni). Brett Leatherman, Assistant Director della Cyber Division dell'FBI, ha sottolineato come l'AI renda le truffe più convincenti e più difficili da identificare.

Sul fronte difensivo, la risposta è simmetrica: Google usa strumenti AI per combattere truffe AI. Il caso Outsider Enterprise stabilisce il primo precedente in cui un'azienda privata, l'FBI e i carrier telefonici si coordinano per smantellare un'infrastruttura criminale transnazionale — e con 893 milioni di dollari di danni AI già contabilizzati nel solo 2025, il modello è tutt'altro che teorico.

Fonti

Francesco Leone
Francesco Leone

Francesco Leone è un esperto in Intelligenza Artificiale con una profonda conoscenza in Machine Learning e Deep Learning. Attraverso la sua esperienza, ha contribuito allo sviluppo di soluzioni innovative in ambito di elaborazione del linguaggio naturale e visione artificiale, mirando a trasformare il modo in cui interagiamo con la tecnologia. Attivo nel settore con pubblicazioni e progetti su https://ital-ia.it/, Francesco si dedica alla ricerca e all'applicazione di algoritmi avanzati per rendere i sistemi più intelligenti e accessibili.

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