Physical Address
304 North Cardinal St.
Dorchester Center, MA 02124
Physical Address
304 North Cardinal St.
Dorchester Center, MA 02124

Per festeggiare il suo 25° anniversario, Google Images smette di essere soltanto una barra di ricerca e si trasforma in una galleria infinita di immagini personalizzate. La nuova homepage “For You” e l’arrivo della generazione di immagini direttamente negli AI Overview di Search puntano a fare della piattaforma un motore di scoperta visiva, sfidando il modello di Pinterest e dei generatori AI esterni.
La nuova pagina iniziale di Google Images, in rollout nelle prossime settimane su desktop negli Stati Uniti in inglese per chi ha effettuato l’accesso con un account Google, sostituisce la classica pagina bianca con un feed dinamico e immersivo di immagini provenienti da tutto il web, aggiornato in tempo reale e modellato sulla cronologia di navigazione e sugli interessi dell’utente.
Lo scorrimento continuo ricorda da vicino l’esperienza di Pinterest, ma con un motore di personalizzazione che attinge direttamente al grafo delle ricerche di Google. Mentre si esplora il feed, è possibile salvare idee in collezioni personalizzate — outfit per le vacanze, ispirazioni per arredare un angolo lettura, idee di viaggio — che compaiono come schede sopra la galleria principale e restano accessibili in qualsiasi momento.

Quando l’immagine cercata non esiste ancora online o si vuole visualizzare un’idea molto precisa, Google attiva la generazione di immagini direttamente negli AI Overview di Search. Il sistema usa il modello Nano Banana (TechCrunch lo chiama così; The Verge precisa Nano Banana 2 Lite) e trasforma un prompt testuale in una visualizzazione personalizzata.
Esempi mostrati dall’azienda includono la possibilità di reimmaginare uno spazio — come vedere una stanza dipinta di rosso o una camera da studente in stile costiero — oppure di confrontare diverse opzioni d’arredo. La funzione viene attivata da prompt come “help me visualize” e sarà distribuita nelle prossime settimane in inglese in tutte le regioni che già supportano la creazione di immagini in AI Mode. Restano da chiarire con precisione quali tipi di richieste attiveranno la generazione e come Google impedirà all’AI di produrre immagini in contesti non appropriati, per esempio legati all’attualità.
Dietro il restyling c’è una logica competitiva piuttosto trasparente. Trasformare Google Images in un luogo di ispirazione e scoperta, e non solo di ricerca, punta ad aumentare il tempo di permanenza sulla piattaforma, con un impatto diretto sul fatturato pubblicitario. Allo stesso tempo, offrire la generazione di immagini dentro Search riduce la tentazione di rivolgersi a servizi terzi come ChatGPT quando l’utente vuole creare un’immagine che non trova già pronta.
La mossa arriva in un momento in cui Google deve difendere il proprio ruolo di punto di accesso primario all’informazione visiva, mentre Pinterest continua a crescere come hub di ispirazione e i generatori AI esterni erodono le ricerche di immagini inesistenti. Se gli utenti inizieranno a scorrere il feed “For You” prima ancora di digitare una query, Google Images potrebbe trasformarsi in un’abitudine quotidiana di navigazione passiva, spostando una parte del traffico che oggi passa da Pinterest direttamente dentro l’orbita di Mountain View.