Fuga di ricercatori AI da Google verso Anthropic e altri rivali

Google perde altri due ricercatori Gemini: Alphabet crolla del 6%

In pochi giorni Google ha perso quattro tra i suoi ricercatori AI più influenti. La direzione è costante: tutti verso Anthropic o OpenAI, le stesse società che si preparano alla quotazione in Borsa e possono promettere pacchetti azionari che una società già quotata non può replicare nelle stesse condizioni. Il mercato non ha atteso: Alphabet ha registrato il peggior calo giornaliero da circa un anno.

Jonas Adler e Pritzel: gli ultimi due architetti di Gemini ad andarsene

Jonas Adler e Alexander Pritzel lasceranno Google per Anthropic. Adler ha lavorato sulle applicazioni AI per la programmazione, Pritzel sull'addestramento dei sistemi AI. Entrambi hanno avuto ruoli chiave nello sviluppo del modello Gemini.

Le loro partenze si sommano a due uscite altrettanto pesanti. John Jumper, direttore di Google DeepMind, ha annunciato il passaggio ad Anthropic dopo quasi nove anni in azienda. Jumper è Premio Nobel per la Chimica 2024 per il lavoro su AlphaFold, sistema in grado di predire strutture proteiche 3D a partire dalle sequenze di amminoacidi.

Il 18 giugno 2026, Noam Shazeer aveva annunciato il suo passaggio a OpenAI. Co-autore di "Attention Is All You Need" (2017) e co-responsabile di Gemini, Shazeer era entrato in Google nel 2000. Aveva poi trascorso tre anni a costruire la sua startup Character.AI, prima che Google la acquisisse di fatto per 2,7 miliardi di dollari per riportarlo in azienda. Meno di due anni dopo, sceglie OpenAI.

La calamita degli IPO: undici a uno il rapporto di fuga da DeepMind

La spiegazione più diretta per questa concentrazione di partenze è la prossimità degli IPO di Anthropic e OpenAI. Entrambe le società possono offrire ai nuovi assunti pacchetti azionari potenzialmente molto redditizi — qualcosa che Alphabet, già quotata, non può eguagliare nelle stesse condizioni.

Un'analisi della società di venture capital SignalFire ha misurato lo squilibrio: gli ingegneri di Google DeepMind passano ad Anthropic undici volte più spesso di quanto accada nel senso contrario. Il flusso è quasi unidirezionale.

Fuga di ricercatori AI da Google verso Anthropic e altri rivali
Ricercatori in laboratorio durante un esperimento scientifico. Foto di Edward Jenner su Pexels

Demis Hassabis, CEO di Google DeepMind, ha respinto le critiche durante un evento a Cannes, sostenendo che Google dispone del banco di ricerca più profondo tra tutti i laboratori AI. La sua posizione è comprensibile, ma il rapporto SignalFire racconta qualcosa di strutturalmente diverso.

Alphabet entra nel Dow e crolla in Borsa nello stesso giorno

Il contrasto tra riconoscimento simbolico e crisi concreta è difficile da ignorare. Il 23 giugno 2026, S&P Dow Jones Indices ha confermato che Alphabet sostituirà Verizon Communications nel Dow Jones Industrial Average a partire dal 29 giugno 2026. Verizon pesava solo lo 0,5% dell'indice a ponderazione di prezzo; il prezzo più elevato delle azioni Alphabet le conferirà un peso decisamente maggiore nel benchmark. L'ingresso nel Dow segnala la centralità di Alphabet nell'economia digitale: pubblicità, cloud, AI sono stati tra i motivi esplicitati dall'indice per l'inclusione.

Eppure, nello stesso arco di tempo, il titolo ha perso il 6% — il calo peggiore da febbraio (circa quattro mesi) — cancellando circa 250 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato in una sola seduta. Nessuna promozione indiciaria compensa quel tipo di segnale dagli investitori.

Il vero costo dell'undici a uno

Quattro partenze. Tutte nella stessa direzione. Se si considera il rapporto undici a uno documentato da SignalFire tra flussi DeepMind→Anthropic e flussi in senso contrario, il problema non si esaurisce nei singoli casi: è una tendenza che Google non può invertire solo con i compensi, finché le sue principali rivali restano pre-IPO.

Per chi lavora nella ricerca AI, la finestra pre-quotazione di Anthropic e OpenAI rappresenta un momento difficilmente replicabile: il rischio di aderire a una startup può essere convertito in rendimento significativo solo prima che il titolo sia liberamente scambiato sul mercato. Google ha dalla sua un ecosistema di prodotti — Search, YouTube, Cloud — che nessuna startup può replicare nel breve periodo, e risorse finanziarie senza paragoni. Ma ogni ricercatore che esce porta con sé know-how difficile da trasferire e, spesso, una rete di collaboratori che può decidere di seguirlo.

Il banco di prova concreto per Hassabis arriverà con i prossimi modelli. Se Gemini continuerà a competere ai vertici nonostante le uscite, la tesi della "profondità del bench" troverà conferma empirica nei risultati. Se la qualità dei rilasci dovesse calare, il mercato lo sconterà molto prima che qualsiasi comunicato aziendale riesca a correggere la percezione.

Fonti

Francesco Leone
Francesco Leone

Francesco Leone è un esperto in Intelligenza Artificiale con una profonda conoscenza in Machine Learning e Deep Learning. Attraverso la sua esperienza, ha contribuito allo sviluppo di soluzioni innovative in ambito di elaborazione del linguaggio naturale e visione artificiale, mirando a trasformare il modo in cui interagiamo con la tecnologia. Attivo nel settore con pubblicazioni e progetti su https://ital-ia.it/, Francesco si dedica alla ricerca e all'applicazione di algoritmi avanzati per rendere i sistemi più intelligenti e accessibili.

Articoli: 553

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *