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OpenAI ha depositato un prospetto preliminare S-1 confidenziale alla Securities and Exchange Commission l'8 giugno 2026, avviando formalmente il processo che potrebbe portarla in Borsa. Con una valutazione post-money di 852 miliardi di dollari e 900 milioni di utenti attivi settimanali, il maker di ChatGPT si affianca ad Anthropic e SpaceX in quella che TechCrunch ha definito una concentrazione di offerte ad alto rischio che i mercati non vedevano da una generazione — eppure, per sua stessa ammissione, la società non raggiungerà l'equilibrio tra entrate e uscite per almeno altri quattro anni.
Il deposito confidenziale di un S-1 non è un annuncio di quotazione: consente di avviare la revisione con la SEC senza rendere pubblici dati finanziari o rischi aziendali. OpenAI ha scelto di comunicarlo in anticipo, prima che trapelasse. Nel blog post ufficiale si legge: "Abbiamo presentato un S-1 confidenziale. Ci aspettiamo che venga reso noto, quindi lo annunciamo noi stessi. Non abbiamo ancora deciso i tempi; potrebbe volerci del tempo perché ci sono cose che vogliamo fare che è probabilmente più facile fare da privati. Ma è un insieme complicato di compromessi e questo ci dà l'opzione di quotarci prima se risultasse essere la scelta migliore."
Avere i documenti pronti offre un vantaggio tattico preciso: la società può osservare il debutto di Anthropic — che ha depositato il proprio S-1 il 1° giugno 2026, una settimana prima — e calibrare la propria offerta in base all'accoglienza dei mercati. Se il rivale incontra difficoltà, OpenAI ha il margine per fermarsi e ricalibrare.
Tre delle aziende tech più attese dai mercati pubblici hanno depositato i propri documenti IPO nello stesso arco di settimane:
| Azienda | Data filing | Valutazione |
|---|---|---|
| SpaceX | Maggio 2026 (pubblico) | 1.750 miliardi USD |
| Anthropic | 1 giugno 2026 | 965 miliardi USD |
| OpenAI | 8 giugno 2026 | 852 miliardi USD |
Anthropic ha raggiunto una valutazione di 965 miliardi di dollari nell'ultimo round di finanziamento, superando OpenAI, e sul mercato secondario Forge Global è stata prezzata a 1 trilione di dollari a giugno 2026. OpenAI è invece registrata intorno a 880 miliardi sullo stesso canale ad aprile 2026.
David Shapiro, fondatore e CEO di OpenVC e supervisore del NYSE OpenVC 500 Index, ha dichiarato a TechCrunch che Anthropic ha registrato un apprezzamento del 123% dall'inizio del 2026, contro l'11,3% di OpenAI — un rapporto di circa 11 a 1. Shapiro ha precisato che OpenAI non ha subito contrazioni significative e che "la valutazione è ancora enormemente di successo", con un leggero rialzo sui mercati secondari negli ultimi giorni.
Chi arriva primo in Borsa tende ad attrarre la quota maggiore del capitale disponibile — già in parte assorbito da SpaceX. Le disclosure pubbliche di Anthropic stabiliranno un benchmark di valutazione che condizionerà direttamente il pricing di OpenAI: se Anthropic prezza in modo conservativo, la strada verso la valutazione target di OpenAI si restringe.

La struttura finanziaria di OpenAI mette alla prova la pazienza degli investitori pubblici. I ricavi da abbonamenti, pubblicità e servizi si collocano tra 10 e 20 miliardi di dollari nell'anno precedente al filing, ma le spese in cloud computing e personale hanno generato perdite miliardarie. A marzo 2026, la società ha chiuso il round privato più grande nella storia della Silicon Valley: 122 miliardi di dollari, di cui 3 miliardi provenienti da investitori retail tramite canali bancari.
Per il 2028, OpenAI prevede un burn di 85 miliardi di dollari — una cifra paragonabile all'intero round di marzo — anche dopo aver raddoppiato le vendite rispetto all'anno precedente. In sostanza, OpenAI chiede agli investitori pubblici di finanziare un business che, per sua stessa proiezione, non genererà più denaro di quanto ne consuma per almeno altri quattro anni.
Anthropic si presenta con un profilo più rassicurante: ha comunicato di essere prossima al primo trimestre in utile, nonostante un round recente da 65 miliardi di dollari e un potenziale debito allocato su chip da 36 miliardi in arrivo.
OpenAI è stata fondata nel 2015 come laboratorio nonprofit e ha creato una sussidiaria a scopo di lucro nel 2019 per attrarre capitali privati su scala. Oggi la nonprofit detiene circa il 25% dell'azienda — una quota che vale più di 200 miliardi di dollari — con il potere di bloccare decisioni rilevanti e rimuovere i dirigenti. Ridefinire questa struttura è legalmente complesso e richiede l'approvazione dei regolatori di California e Delaware, che stanno conducendo esami separati.
A maggio 2026, OpenAI ha superato il principale ostacolo legale: la causa del co-fondatore Elon Musk — che accusava la società di aver tradito la propria missione nonprofit — è stata archiviata dopo che sia una giuria sia un giudice federale hanno stabilito che Musk aveva superato il termine di prescrizione. OpenAI ha confermato che manterrà la propria struttura post-IPO: come public benefit corporation supervisionata da una nonprofit, può considerare gli impatti sociali senza dover anteporre il valore per gli azionisti a ogni altra considerazione.
Nella prima settimana di giugno 2026, il presidente Donald Trump ha dichiarato che la sua amministrazione avrebbe valutato la possibilità di far acquisire al governo statunitense una quota nelle società AI in fase di IPO — un'ipotesi che OpenAI ha discusso internamente per mesi come strumento per ampliare i benefici pubblici dell'AI.
Il contenuto dell'S-1, che verrà reso pubblico nelle settimane precedenti alla data di quotazione, sarà il vero banco di prova: le proiezioni finanziarie, la governance della nonprofit e la narrazione sulle controversie legate ai danni degli assistenti AI determineranno se 852 miliardi sono il punto di partenza della valutazione o il suo tetto.