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L’azienda Meta (ex Facebook) ha annunciato che utilizzerà i dati e i post degli utenti, inclusi quelli di Facebook e Instagram, per addestrare la sua intelligenza artificiale. Questa mossa è stata confermata dall’azienda stessa in un recente comunicato. Meta sta investendo fortemente nell’IA e prevede di utilizzare informazioni come post, foto e relative didascalie per sviluppare i suoi modelli di intelligenza artificiale. Questa nuova politica entrerà in vigore il 26 giugno 2023.
L’associazione Noyb ha presentato 11 denunce contro Meta in diversi paesi europei, tra cui Irlanda, Paesi Bassi, Belgio e Spagna. Le denunce accusano Meta di aver raccolto ed elaborato i dati personali degli utenti, come post, foto e conversazioni da piattaforme come Facebook e Instagram, senza il loro esplicito consenso, infrangendo il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) dell’UE. Secondo i denuncianti, questa pratica rappresenta una grave violazione della privacy e dei diritti digitali degli individui, in quanto Meta avrebbe sfruttato i dati personali a sua insaputa per migliorare i propri prodotti e servizi basati sull’IA.
Le denunce contro Meta sono state presentate in diversi paesi europei, con l’obiettivo di far luce sulla presunta violazione della privacy degli utenti da parte dell’azienda nell’ambito dell’addestramento della sua intelligenza artificiale. Questo rappresenta un caso di rilievo a livello europeo, che mette in discussione le pratiche di utilizzo dei dati personali da parte di Meta.
Secondo i denuncianti, le azioni di Meta costituiscono una grave violazione del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) dell’UE, in quanto l’azienda avrebbe raccolto e utilizzato i dati personali degli utenti senza il loro esplicito consenso. Questa pratica è ritenuta una minaccia per i diritti digitali e la privacy degli individui, poiché Meta avrebbe sfruttato tali informazioni a sua insaputa per migliorare i propri prodotti e servizi basati sull’intelligenza artificiale.
Meta ha difeso le sue pratiche, spiegando di utilizzare informazioni pubblicamente disponibili e con licenza, nonché dati condivisi pubblicamente sulle sue piattaforme, per addestrare l’intelligenza artificiale (IA). L’azienda ha affermato di essere in linea con le leggi sulla privacy esistenti e con i metodi utilizzati da altre grandi aziende tecnologiche come Google e OpenAI nello sviluppo e miglioramento dell’IA in Europa.
Meta ha sostenuto di raccogliere e utilizzare solo informazioni pubblicamente disponibili e con licenza per addestrare i suoi modelli di IA. L’azienda ha affermato che questa pratica è conforme alle leggi sulla protezione dei dati e alle normative in vigore.
Secondo Meta, il suo approccio all’uso dei dati per l’addestramento dell’IA è in linea con i metodi adottati da altre importanti aziende tecnologiche come Google e OpenAI. Questa affermazione mira a dimostrare che le sue pratiche sono ampiamente accettate e seguite nel settore.
Tuttavia, il fondatore di Noyb, Max Schrems, ha criticato la posizione di Meta, citando una sentenza del 2021 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che aveva respinto l’argomento del “legittimo interesse” di Meta per superare i diritti di protezione dei dati degli utenti.

Max Schrems, fondatore di Noyb, ha criticato la posizione di Meta, citando una sentenza del 2021 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che aveva respinto l’argomento del “legittimo interesse” di Meta per superare i diritti di protezione dei dati degli utenti nella pubblicità. Secondo Schrems, l’approccio attuale di Meta per l’addestramento dell’intelligenza artificiale rispecchia pratiche passate già considerate inaccettabili dalla Corte di Giustizia dell’UE.
La sentenza della Corte di Giustizia UE del 2021 ha stabilito che il concetto di “legittimo interesse” non può essere utilizzato da Meta per giustificare l’utilizzo dei dati personali degli utenti a fini pubblicitari, in quanto ciò violerebbe i loro diritti fondamentali di protezione dei dati. Questo precedente giuridico mette seriamente in discussione la nuova politica di Meta di sfruttare i contenuti e le informazioni degli utenti per addestrare i suoi sistemi di intelligenza artificiale.
La posizione di Meta sembra infatti essere in contrasto con la giurisprudenza della Corte di Giustizia UE, che ha stabilito che il “legittimo interesse” non può prevalere sui diritti di privacy e protezione dei dati degli individui. Questo solleva dubbi significativi sull’effettiva legittimità delle pratiche di Meta nell’utilizzo dei dati personali per l’addestramento dell’IA.
Esiste un metodo per opporsi all’utilizzo dei propri dati personali da parte di Meta per addestrare la sua intelligenza artificiale. Cercando nelle proprie email il messaggio inviato da Meta con il titolo “Stiamo aggiornando la nostra Informativa sulla privacy mentre espandiamo l’IA di Meta”, è possibile cliccare sul link “diritto di opposizione”.
In alternativa, accedendo all’app o versione browser di Facebook o Instagram, è possibile andare al proprio profilo, selezionare l’icona a tre strisce e cliccare su “Impostazioni”, quindi “Informativa sulla privacy” e infine “diritto di opposizione”. Dopo aver compilato il modulo e verificato l’identità, l’opposizione verrà registrata. Tuttavia, questa procedura non è retroattiva e i dati già raccolti potrebbero ancora essere utilizzati da Meta.
Sebbene questa procedura opt-out offra agli utenti la possibilità di opporsi all’utilizzo dei propri dati personali da parte di Meta, è importante notare che l’azienda potrebbe già aver raccolto e utilizzato tali informazioni per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale.