Physical Address
304 North Cardinal St.
Dorchester Center, MA 02124
Physical Address
304 North Cardinal St.
Dorchester Center, MA 02124

Con un ordine esecutivo firmato il 14 luglio, il governatore Kathy Hochul ha imposto una moratoria di un anno sui permessi per nuovi data center superiori a 50 megawatt. New York è il primo Stato americano a fermare la corsa all’intelligenza artificiale per ragioni ambientali e di costo dell’energia. La decisione apre un fronte di scontro diretto con l’amministrazione Trump e l’industria tech, mentre Hochul si gioca la rielezione in autunno.
L’ordine esecutivo blocca i permessi ambientali per i data center con capacità elettrica superiore a 50 megawatt, definiti “hyperscale”. La legislatura statale aveva già approvato un disegno di legge più restrittivo, che fissava la soglia a 20 MW. Hochul non ha ancora firmato quel testo, ritenuto troppo complesso, e ha scelto la via dell’executive order per agire subito, mentre continua a valutare la proposta parlamentare.
Il Dipartimento del Servizio Pubblico dovrà sviluppare entro un anno standard su impatto ambientale, domanda energetica e consumo idrico. La pausa scatterebbe solo per i progetti nuovi: quelli già autorizzati non sono toccati. Una scelta che, secondo l’ufficio del governatore, serve a proteggere le strutture più piccole usate da ospedali e servizi essenziali.
La moratoria risponde a timori concreti: aumento delle bollette elettriche, consumo idrico e inquinamento acustico. Hochul ha dichiarato: «Il progresso non deve arrivare con una bolletta più alta, l’esaurimento dell’acqua o l’inquinamento acustico. Questi data center possono essere costruiti solo dove sono voluti, e non saranno mai esentati dalle regole locali».
Un sondaggio del Siena Research Institute di giugno mostra che il 46% dei newyorkesi considera positiva la pausa, contro il 21% che la giudica negativa. A livello nazionale, un’indagine Heatmap indica che quasi tre quarti degli americani si oppongono a un data center vicino casa. La Casa Bianca spinge invece per accelerare: la Federal Energy Regulatory Commission (FERC) ha ordinato agli operatori di rete di creare “corsie veloci” per l’allacciamento dei data center.

La Data Center Coalition ha avvertito che gli investimenti «andranno altrove». Il candidato repubblicano alla carica di governatore, Bruce Blakeman, accusa Hochul di non collaborare con gli enti locali. Sul fronte opposto, la senatrice democratica Kristen Gonzalez, sponsor del disegno di legge statale, ha dichiarato: «Se Big Tech entra nel nostro territorio, deve farlo alle nostre condizioni».
La mossa arriva dopo che il Maine ha visto il governatore democratico Janet Mills porre il veto a una misura simile. Nel frattempo, oltre 230 organizzazioni a dicembre avevano chiesto una pausa nazionale sui nuovi data center. Il braccio di ferro tra Stati e Washington si fa così esplicito, con Hochul che sfida apertamente la linea pro-industria del presidente Trump.
La soglia dei 50 MW scelta da Hochul è un compromesso: colpisce solo i mega impianti, mentre il disegno di legge fermerebbe progetti già a 20 MW. Ma i numeri dicono che è proprio lì che si gioca la partita. Secondo BloombergNEF, quasi un quarto dei nuovi data center in sviluppo entro il 2030 supererà i 500 MW, ben oltre la media degli ultimi anni (inferiore a 100 MW). Fermare i giganti significa toccare il cuore dell’espansione AI.
Il sostegno dei newyorkesi (46% a favore, 21% contro, con un saldo netto di +25 punti) segnala che l’opposizione locale sta diventando più forte dell’interesse nazionale per l’IA: solo il 10% degli americani si dice più entusiasta che preoccupato per l’uso quotidiano dell’intelligenza artificiale. Per Hochul, che ha già ammorbidito gli obiettivi climatici dello Stato per il caro-energia, la moratoria è una carta elettorale: promette di difendere le bollette dei cittadini, anche a costo di scontrarsi con la Casa Bianca.
La pausa di New York potrebbe spingere altri Stati a seguire l’esempio, o viceversa attirare progetti altrove. Quel che è certo è che il costo dell’energia e l’accettazione sociale sono diventati vincoli reali per l’industria dell’AI, non più ipotesi remote.