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Trentaquattro miliardi di dollari spesi nell'arco di un anno, $13 miliardi incassati: i conti 2025 di OpenAI mostrano un'azienda che cresce rapidamente ma brucia risorse a ritmo sostenuto. La notizia arriva mentre la società si prepara a un IPO che potrebbe valorizzarla oltre $1 trilione — e la revisione contabile indipendente di queste cifre serve, tra le altre cose, a costruire la credibilità necessaria per i mercati pubblici.
La voce più pesante è la ricerca e sviluppo, che ha assorbito circa $19 miliardi — oltre la metà del totale. Le vendite e il marketing si sono fermate a quasi $6 miliardi. I dati, riportati per primo dal giornalista indipendente Ed Zitron e poi confermati dal Financial Times, descrivono una struttura di costi tipica delle aziende in forte fase espansiva: la corsa a costruire modelli e infrastruttura pesa molto più del go-to-market.
Sommando le due voci principali — $19 miliardi in R&D e $6 miliardi in vendite e marketing — si arriva a circa $25 miliardi, pari a quasi tre quarti del totale. La distribuzione rispecchia una priorità chiara: costruire capacità tecnica prima di ottimizzare le entrate.
Il numero più sconcertante nei bilanci è la perdita netta: $39 miliardi, quasi otto volte quella dell'anno precedente ($5 miliardi). La lettura richiede però una precisazione: circa $30 miliardi derivano da un onere contabile una tantum non-cash, legato alla precedente struttura aziendale di OpenAI. Escludendo questa voce straordinaria, la perdita operativa scende a circa $8 miliardi.

Dividendo i costi totali per i ricavi — $34 miliardi contro $13 miliardi — si ricava un rapporto costi/ricavi di circa 2,6:1: OpenAI spende oggi $2,60 per ogni dollaro che incassa. Non è necessariamente un segnale di crisi in un'azienda in rapida espansione, ma è il numero che ogni investitore prenderà come punto di partenza nelle valutazioni pre-IPO.
La traiettoria dei ricavi è il dato più incoraggiante. A fine 2024, OpenAI registrava $1 miliardo di ricavi per trimestre — circa $333 milioni al mese. A fine 2025, i ricavi mensili avevano raggiunto $2 miliardi: quasi sei volte il ritmo mensile di dodici mesi prima (calcolo: $2.000M ÷ $333M ≈ 6x). I ricavi annuali totali si sono fermati a $13 miliardi, un valore che riflette il peso maggiore della seconda metà dell'anno rispetto alla prima.
Il gap tra spese e ricavi rimane comunque ampio. Perché si riduca in modo strutturale, la crescita mensile dovrà mantenere o accelerare questo ritmo, mentre i costi di sviluppo si stabilizzano.
Questi conti vengono resi pubblici mentre OpenAI si avvicina a un'offerta pubblica iniziale che potrebbe valorizzare la società a più di $1 trilione. La certificazione indipendente dei dati 2025 — che distingue la perdita contabile da quella operativa reale — è esattamente il tipo di chiarimento che i mercati richiedono prima di accettare una simile valutazione.
La scommessa implicita è che gli $8 miliardi di perdita operativa su $13 miliardi di ricavi siano una fase transitoria, destinata a ridursi man mano che i ricavi crescono e i costi di R&D si ammortizzano su una base clienti più larga. La quotazione trasformerà quella scommessa in un prezzo di mercato verificabile.