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OpenAI ha chiuso un tender offer da circa 7 miliardi di dollari: dipendenti attuali ed ex dipendenti hanno potuto vendere azioni alla valutazione corrente di 852 miliardi di dollari. L'operazione arriva dopo un buyback analogo da 6,6 miliardi concluso a ottobre 2025 e alleggerisce l'attesa di liquidità in una fase in cui la IPO resta rinviata.
Il buyback consente a chi lavora o ha lavorato per una società privata di incassare denaro senza attendere la quotazione. Bloomberg riporta che l'operazione era in preparazione dal round di finanziamento da 122 miliardi di dollari completato a marzo 2026. Lo scopo è ridurre la pressione sui dipendenti in cerca di liquidità, con una potenziale IPO di OpenAI che resta rimandata.
A ottobre 2025 OpenAI aveva gestito un'operazione analoga da 6,6 miliardi di dollari. In quell'occasione, circa 75 dipendenti avevano incassato fino a 30 milioni di dollari ciascuno. Il buyback di agosto 2026 è più ampio: i 7 miliardi superano i 6,6 miliardi di 400 milioni di dollari, pari a un +6,1% calcolato su base 6,6 miliardi.

| Dimensione | Ottobre 2025 | Agosto 2026 |
|---|---|---|
| Importo | 6,6 miliardi di dollari | Circa 7 miliardi di dollari |
| Valutazione dichiarata | Non riportata dalla fonte | 852 miliardi di dollari |
| Partecipanti / cap per singolo | Circa 75 dipendenti, fino a 30 milioni di dollari ciascuno | Dipendenti attuali e passati, numero non diffuso |
La crescita della ricchezza nel settore dell'intelligenza artificiale ha già ripercussioni visibili. A San Francisco gli stipendi AI spingono i canoni d'affitto così in alto che anche i percettori di redditi elevati faticano a trovare appartamenti. Alcune famiglie benestanti iscrivono i figli a scuole private focalizzate sull'AI, con rette fino a 75.000 dollari all'anno.
Su una valutazione di 852 miliardi di dollari, il tender offer da circa 7 miliardi rappresenta lo 0,82% del valore di OpenAI. Se rapportato ai 122 miliardi di dollari del round di marzo 2026, il buyback equivale al 5,7% di quella raccolta. Il dato indica che l'operazione non coinvolge la maggioranza del capitale, ma trasforma una quota di azioni illiquide in denaro contante per i dipendenti.
Il buyback di agosto 2026 conferma che la liquidità interna è diventata una leva strategica mentre la quotazione resta rinviata. Per i titolari di azioni OpenAI, il prezzo di uscita è oggi di 852 miliardi di dollari.