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OpenAI prepara il suo ingresso nell’hardware consumer con un altoparlante smart senza schermo, dotato di movimento autonomo e interazione vocale basata su ChatGPT. Il lancio è atteso nel 2027, in un momento delicato: Apple ha appena citato in giudizio la società per presunto furto di segreti commerciali, e il nuovo dispositivo — descritto come un “compagno umanoide che vive in casa” — promette di ridefinire il rapporto con l’intelligenza artificiale domestica.
Il dispositivo è concepito per essere totalmente privo di schermo e integra elementi meccanici in grado di muoversi in modo autonomo, così da “connettersi a livello umano con gli utenti”, secondo quanto riportato da Bloomberg. Alimentato da GPT-Live, il modello vocale potenziato annunciato la scorsa settimana, dovrebbe offrire risposte conversazionali, controllo della domotica, riproduzione multimediale e gestione dei messaggi. Le fonti parlano di una “personalità” che apprende nel tempo dalle abitudini del proprietario, attingendo a email e altri dati della vita digitale per fornire un servizio sempre più personalizzato.
L’idea è quella di creare una manifestazione fisica di ChatGPT, un assistente che non si limiti a eseguire comandi ma impari a conoscere chi lo utilizza. Il dispositivo avrà una batteria ricaricabile che permetterà di trasportarlo da una stanza all’altra, differenziandosi dai classici smart speaker fissi.
La notizia arriva pochi giorni dopo che Apple ha depositato una causa federale contro OpenAI, accusandola di aver sottratto segreti commerciali legati all’hardware. La denuncia, presentata il 10 luglio 2026, cita oltre 400 ex dipendenti Apple che sarebbero confluiti in OpenAI, tra cui Tang Tan, attuale Chief Hardware Officer e già vicepresidente design prodotto alla Mela. Il dispositivo sarebbe stato sviluppato proprio con il contributo di numerosi ingegneri provenienti da Apple, coinvolti in passato nella creazione di iPhone e Mac.

OpenAI ha respinto le accuse: secondo una dichiarazione ufficiale (The Verge), la società ha affermato di “non essere a conoscenza di prove che questa denuncia abbia merito”. Secondo fonti anonime citate da Bloomberg e riportate da TechCrunch, OpenAI ritiene che il nuovo prodotto “si discosti significativamente da qualsiasi cosa Apple abbia oggi sul mercato”. Resta il fatto che la vicenda legale potrebbe gettare un’ombra sulla roadmap hardware dell’azienda.
L’interesse per i dispositivi AI consumer sta esplodendo. A maggio 2026, il laboratorio Hark, fondato da Brett Adcock, ha raccolto 700 milioni di dollari in un round Serie A sovrasottoscritto che ha valutato l’azienda 6 miliardi di dollari. Hark punta a costruire “intelligenza personale” su hardware proprietario, un’interfaccia universale tra esseri umani e macchine. Un segnale di quanto capitale stia affluendo in questa categoria ancora prima che i prodotti arrivino sul mercato.
OpenAI non si ferma a un singolo dispositivo. Secondo Bloomberg, il piano hardware prevede circa cinque dispositivi, e lo smart speaker senza schermo sarebbe solo il primo tassello di una linea più ampia. L’acquisizione nel 2025 di io Products, la società di design di Jony Ive, per 6,5 miliardi di dollari conferma l’ambizione di curare ogni aspetto dell’esperienza utente. Proprio in questi giorni, OpenAI sta per lanciare il Codex Micro, un gadget sviluppato in partnership con Work Louder (programmato per il 15 luglio 2026), che rappresenta il primo passo concreto di OpenAI nell’hardware.
Il vero banco di prova, però, non sarà solo tecnologico: dovrà dimostrare di saper gestire un ecosistema fisico mentre è in corso una battaglia legale con il principale ecosistema mobile esistente. La scommessa è trasformare ChatGPT da software disembodied a presenza domestica, ma il rischio è che le aule di tribunale rallentino un progetto già ambizioso.