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Un altoparlante intelligente senza display, alimentato a batteria e disegnato da Jony Ive con il suo studio LoveFrom: è questa la prima incursione hardware di OpenAI, secondo le indiscrezioni raccolte da Mark Gurman di Bloomberg. Il dispositivo — descritto come “essentially a smart speaker without a display” — avrà la forma di una ciambella, delle dimensioni di un disco da hockey e un prezzo compreso tra 300 e 400 dollari, dal 25% al 67% in più rispetto al top di gamma Amazon. L’azienda di Sam Altman punta a portare l’interazione vocale con ChatGPT fuori dallo smartphone, trasformandola in un oggetto fisico da spostare in casa.
Le fonti descrivono un corpo a ciambella costruito in “high-quality metal”, con un aspetto premium e un aspetto unico, con parti mobili. Alcuni componenti si muoveranno autonomamente per segnalare che il dispositivo sta rispondendo o interagendo, affiancati da luci, un sistema di fotocamere e altri sensori.
L’alimentazione a batteria e le dimensioni compatte — paragonabili a un disco da hockey — permettono di afferrarlo con una mano e spostarlo dalla cucina al comodino. Una scelta che ricorda da vicino l’approccio di Amazon Tap, lo speaker portatile dismesso da Amazon, ma con un’ambizione diversa: far uscire l’assistente vocale dalla postazione fissa senza sacrificare la qualità percepita del prodotto.
Per capire la scommessa di OpenAI basta un confronto con i prezzi degli smart speaker Amazon citati da TechCrunch: si va da 40 dollari per i modelli base a 240 dollari per quelli più costosi. Il dispositivo di OpenAI costerebbe quindi dal 25% al 900% in più rispetto alla gamma Echo.
| Fascia di prezzo | Amazon Echo | Dispositivo OpenAI |
|---|---|---|
| Entry-level | 40 $ | – |
| Top di gamma | 240 $ | – |
| Stima bassa | – | 300 $ |
| Stima alta | – | 400 $ |
Non è un confronto tra prodotti equivalenti. OpenAI non sta provando a competere con Echo Dot: sta costruendo un oggetto che comunichi l’idea di “manifestazione fisica di ChatGPT”, con materiali pregiati, sensori avanzati e un design firmato da chi ha plasmato l’estetica Apple per due decenni. La scommessa è che un prezzo da fascia premium venga percepito come coerente con un’esperienza vocale più avanzata — “more advanced models for humanlike interactivity”, scrive Gurman — rispetto a quanto offrono Alexa o Google Assistant.

Il dispositivo funzionerà in modo simile alla modalità vocale di ChatGPT già disponibile sulle app per smartphone, ma con modelli più evoluti pensati per un’interazione più naturale. Non avrà uno schermo: l’interfaccia è solo la voce.
L’arrivo è previsto nel 2027. Bloomberg e The Verge convergono sulla tempistica, collocando il lancio oltre la finestra delle festività 2026. È un orizzonte che dà a OpenAI il tempo per affinare hardware e software, ma la espone anche al rischio di un mercato che — storicamente — non ha sempre reso profittevoli gli smart speaker, come nota TechCrunch.
Il dispositivo potrebbe essere il primo di una “family of devices”. Se il disco da hockey riuscirà a ritagliarsi uno spazio, potrebbe aprire la strada a una linea più ampia di oggetti con ChatGPT integrato.
L’ingresso di OpenAI nell’hardware segna un punto di svolta per chi interagisce con ChatGPT quotidianamente. Finora l’esperienza vocale era vincolata a uno smartphone, con le distrazioni e le frizioni di un dispositivo multifunzione. Uno speaker dedicato — sempre in ascolto, progettato per essere spostato — cambia la relazione con l’assistente: lo trasforma in una presenza ambientale, non in un’app da aprire.
Il prezzo tra 300 e 400 dollari, però, lo posiziona fuori dalla portata dell’acquisto impulsivo. Se il dispositivo manterrà le promesse di interattività “umana” resta da verificare sul prodotto finito. Ma la posta in gioco non è solo vendere un altoparlante: è abituare le persone a convivere con un’intelligenza artificiale che ha un corpo, non solo una voce dentro al telefono.