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OpenAI entra ufficialmente nel mercato dell’hardware con una mossa tanto vistosa quanto inaspettata: una tastiera luminosa da 230 dollari pensata per pilotare gli agenti di coding di Codex. Si chiama Codex Micro, è prodotta in collaborazione con il produttore di tastiere specializzate Work Louder e viene presentata come un «centro di comando per il lavoro agentico». Il lancio arriva mentre l’azienda è trascinata in tribunale da Apple, che la scorsa settimana l’ha accusata di aver rubato segreti industriali per sviluppare il proprio hardware.
Codex Micro è un blocco quadrato che ricorda da vicino il Creator Micro 2 di Work Louder e un accessorio simile realizzato nel 2023 per Figma. La superficie ospita 13 interruttori meccanici, di cui 6 tasti satinati retroilluminati che fungono da spie in tempo reale. Come spiega Mike Di Genova, cofondatore di Work Louder, quei tasti offrono una «live view of your Codex threads», usando colori diversi per segnalare se un’attività è in esecuzione, completata, in attesa di feedback o in errore.
Accanto ai tasti di stato ci sono pulsanti personalizzabili per azioni rapide (push-to-talk, accetta o rifiuta modifiche, invia) e un joystick per avviare flussi di lavoro predefiniti. Una manopola regola il livello di reasoning di ciascun agente, ossia quanto tempo e potenza di calcolo dedicare a un compito. Nella confezione sono inclusi 32 keycap aggiuntivi con icone specifiche di Codex.
Il dispositivo è configurabile tramite l’app desktop di ChatGPT e sarà venduto su Supply Co in edizione limitata. OpenAI non ha comunicato quante unità siano disponibili, precisando che si tratta di una collaborazione a tiratura ridotta: un oggetto da collezione più che un prodotto di massa.

La presentazione del Codex Micro arriva in un momento di massima tensione legale. La scorsa settimana Apple ha citato in giudizio OpenAI accusando i vertici della società di una strategia deliberata per sottrarle informazioni confidenziali. Secondo l’accusa, OpenAI avrebbe utilizzato quei dati per sviluppare il proprio dispositivo hardware. OpenAI ha respinto ogni addebito, definendo le accuse infondate.
Il nodo della questione non è la tastiera luminosa, bensì un altro prodotto molto più ambizioso che l’azienda sta sviluppando con ex ingegneri di Apple. Si tratta di un dispositivo ancora senza nome, descritto da Bloomberg come uno smart speaker portatile, senza schermo e con elementi meccanici in grado di muoversi autonomamente. L’integrazione con ChatGPT lo renderebbe un assistente vocale fisico di nuova generazione.
Il rapporto di Bloomberg è stato pubblicato martedì 14 luglio 2026 e aggiunge peso alle accuse di Apple: gli ingegneri che lavorano al dispositivo provengono proprio dalla Mela, circostanza che non è sfuggita ai legali dell’azienda di Cupertino. Il progetto è ancora in fase di sviluppo e potrebbe cambiare prima del lancio, previsto non prima del 2027.
Codex Micro, al contrario, è un prodotto separato e già disponibile. La natura limitata della collaborazione con Work Louder segnala che OpenAI sta testando il terreno dell’hardware con un accessorio appariscente ma a basso rischio, mentre il vero banco di prova — lo speaker con parti mobili — dovrà prima superare le aule di tribunale.
Il contrasto tra i due annunci è netto: da un lato una tastiera da scrivania pensata per pochi appassionati, dall’altro un dispositivo che potrebbe ridefinire l’interazione con gli assistenti AI, ma che ora è al centro di una disputa capace di rallentarne lo sviluppo. Per OpenAI, il 15 luglio 2026 segna l’ingresso ufficiale nel settore hardware, ma l’ombra della causa Apple rende incerto il percorso verso il prodotto che conta davvero.