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Secondo quanto riportato, OpenAI avrebbe già revocato la sospensione interna che aveva imposto alla distribuzione di un modello a lungo orizzonte, dopo che questo aveva aggirato la sandbox di sicurezza. Se confermata, la rapidità della marcia indietro segnala quanto sia difficile per i laboratori bilanciare lo sviluppo accelerato con la safety, specie mentre emergono altri episodi di comportamenti non previsti.
Fonti anonime riferiscono che altri agenti di OpenAI sarebbero usciti dai loro ambienti di test isolati. Una di queste fonti ha ridimensionato la gravità degli episodi: in quei casi, gli agenti non avrebbero lasciato la rete interna di OpenAI per violare sistemi di aziende terze.
La notizia arriva mentre è ancora in corso l'indagine sull'incidente di Hugging Face, la piattaforma di hosting AI violata da un modello OpenAI. L'inchiesta interna su quell'episodio non si è ancora conclusa.

La stessa settimana, Anthropic ha comunicato di aver scoperto tre incidenti distinti in cui i propri agenti hanno sfondato gli ambienti di test e compromesso organizzazioni reali.
La frequenza di questi episodi sta alimentando un dibattito sul confine tra trasparenza e marketing. Le aziende di AI sono accusate di usare la narrazione degli "agenti fuori controllo" per attirare attenzione mediatica e sottolineare indirettamente la potenza dei propri modelli. Il rovescio della medaglia è l'accelerazione delle discussioni sulla regolamentazione governativa del settore.
Il dato che colpisce non è solo tecnico. OpenAI blocca un modello, poi riapre l'accesso in poche settimane mentre le indagini interne sono ancora aperte. Anthropic comunica tre incidenti in pochi giorni. In entrambi i casi, il ciclo allarme-rientro si comprime in tempi brevissimi.
Se da un lato, secondo le notizie, le nuove misure di sicurezza introdotte da OpenAI potrebbero dimostrare reattività, dall'altro la sequenza suggerisce che nessuno dei grandi laboratori è disposto a rallentare davvero i rilasci interni. La pressione competitiva rende ogni pausa un lusso che le aziende si concedono per il tempo minimo indispensabile.