Processo Musk vs. Altman: Sutskever testimonia, e OpenAI crea decine di multimilionari

Processo Musk v. Altman: Sutskever e i 75 milionari di OpenAI

Ilya Sutskever, ex chief scientist di OpenAI, ha confermato in aula di aver contribuito a rimuovere Sam Altman nel novembre 2023, sostenendo di aver agito per proteggere la mission aziendale. La sua testimonianza, resa nella fase finale del processo Elon Musk contro OpenAI e Microsoft, ha svelato una quota nella divisione for-profit di OpenAI oggi valutata intorno ai 7 miliardi di dollari. Nei giorni precedenti era emersa un'altra storia: nell'ottobre 2025, circa 75 dipendenti ed ex dipendenti avevano incassato il tetto massimo consentito di 30 milioni di dollari ciascuno in una vendita interna di azioni da 6,6 miliardi.

Sutskever: "Non volevo che OpenAI venisse distrutta"

Ilya Sutskever — primo uomo a testimoniare senza giacca tra i witness del processo — ha dichiarato di possedere una quota nella divisione for-profit di OpenAI oggi valutata intorno ai 7 miliardi di dollari, rendendolo uno degli azionisti individuali noti più ricchi della società. Ha testimoniato per circa un'ora, mantenendo raramente il contatto visivo con chiunque in aula.

La sua posizione si è rivelata ambivalente. Ha rafforzato la tesi di Musk: Sutskever ha confermato di aver raccolto prove sulla presunta storia di inganni di Altman e di aver contribuito a redigere il memorandum al consiglio che portò al licenziamento del novembre 2023. Un ambiente in cui "i dirigenti non hanno le informazioni corrette", ha spiegato, non è propizio al raggiungimento di nessun grande obiettivo. Allo stesso tempo, ha sostenuto la posizione difensiva di OpenAI: Musk non aveva mai negoziato promesse speciali quando finanziò la nonprofit. La transizione verso un modello for-profit fu la strada consensuale perché servivano risorse enormi. "Descrivo la differenza come quella tra una formica e un gatto", ha detto rispondendo alla giudice Yvonne Gonzalez Rogers. "Senza finanziamenti, non esiste il grande computer."

Sutskever ha anche ricordato il team di superallineamento che co-guidava, dedicato alla sicurezza dei modelli futuri. Quel team fu sciolto nel maggio 2024, poco dopo la sua uscita da OpenAI, dove fondò poi una società concorrente.

Nadella: "Amateur city" e 9,5 miliardi di motivi per restare

Satya Nadella, CEO di Microsoft, ha descritto il licenziamento di Altman come "amateur city" e ha ammesso di non aver mai ricevuto chiarimenti sui motivi precisi della decisione del consiglio. Ha rivelato che lui e i colleghi discussero 14 potenziali nuovi membri del board da portare in OpenAI in cambio del ritorno di Altman, con almeno due candidati che Microsoft respinse.

Processo Musk vs. Altman: Sutskever testimonia, e OpenAI crea decine di multimilionari
Giudice esamina documenti in aula: il confronto legale tra Musk e Altman diventa un caso epocale per il futuro dell'AI. Foto di khezez | خزاز su Pexels

Sul piano finanziario, Nadella ha ricostruito l'escalation degli investimenti: Microsoft aveva inizialmente sostenuto OpenAI con cloud computing scontato, ma nel 2022 scrisse in una mail interna che "perderemo 4 miliardi l'anno prossimo" con quel modello. La scommessa ha poi fruttato: al marzo 2025, Microsoft aveva generato 9,5 miliardi di dollari in ricavi da OpenAI, inclusa una quota del 20% sulle entrate della startup.

L'operazione da 6,6 miliardi che ha creato 75 nuovi ricchi

Nell'ottobre 2025, OpenAI ha organizzato una vendita secondaria di azioni per oltre 600 dipendenti ed ex dipendenti, per un totale di 6,6 miliardi di dollari. Nelle vendite secondarie i dipendenti cedono quote esistenti senza che l'azienda raccolga nuovo capitale. Circa 75 persone hanno incassato il tetto massimo: 30 milioni di dollari ciascuna.

Il cap era stato triplicato — da 10 a 30 milioni — su richiesta degli investitori. Per partecipare, i dipendenti dovevano detenere le azioni da almeno due anni; molti vendevano per la prima volta da quando ChatGPT era stato lanciato. Chi aveva acquistato sette anni prima ha visto il valore delle proprie quote moltiplicarsi di oltre cento volte.

A fare da termine di paragone ci sono i fondatori: Greg Brockman, presidente e cofondatore originale, ha dichiarato in aula di detenere azioni per circa 30 miliardi di dollari. La valutazione di OpenAI nel più recente round di finanziamento ha raggiunto 852 miliardi di dollari, con 122 miliardi raccolti.

Perché questa storia va oltre il processo

Il processo Musk v. Altman non è solo una disputa tra miliardari. Mette a nudo la tensione strutturale al cuore dell'intelligenza artificiale: come si governa un'organizzazione nata con un mandato di sicurezza pubblica quando la sua valutazione supera gli 850 miliardi? La testimonianza di Sutskever — un uomo che descrive OpenAI come la propria vita e ora guida una società rivale — è la prova più visibile di quanto quella tensione non sia stata risolta. I 75 nuovi multimilionari dell'ottobre 2025 raccontano quanto sia difficile mantenere la coerenza tra mission e mercato quando le cifre raggiungono queste dimensioni.

Altman era atteso a testimoniare il giorno successivo. La sua versione chiuderà un processo che ha già ridefinito la percezione pubblica di OpenAI come progetto e come azienda — e che renderà più difficile, per chiunque, sostenere che qui si tratti ancora solo di "beneficio dell'umanità".

Francesco Leone
Francesco Leone

Francesco Leone è un esperto in Intelligenza Artificiale con una profonda conoscenza in Machine Learning e Deep Learning. Attraverso la sua esperienza, ha contribuito allo sviluppo di soluzioni innovative in ambito di elaborazione del linguaggio naturale e visione artificiale, mirando a trasformare il modo in cui interagiamo con la tecnologia. Attivo nel settore con pubblicazioni e progetti su https://ital-ia.it/, Francesco si dedica alla ricerca e all'applicazione di algoritmi avanzati per rendere i sistemi più intelligenti e accessibili.

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