Moduli GPU per server a confronto su superficie luminosa, infrastruttura hardware per intelligenza artificiale in evoluzione

Safe Superintelligence, 5 miliardi da Nvidia: addio ai chip Google

Due anni di lavoro in silenzio, poi la mossa che ridisegna gli equilibri dell'hardware per l'intelligenza artificiale. Safe Superintelligence (SSI), il laboratorio fondato da Ilya Sutskever dopo l'addio a OpenAI, ha annunciato il 28 luglio 2026 una partnership strategica con Nvidia che porta in dote un investimento miliardario e l'accesso alla piattaforma Vera Rubin. L'accordo segna la rottura con l'infrastruttura Google: fino a oggi SSI si appoggiava principalmente ai chip TPU di Google Cloud, ma la nuova intesa sposta tutto il carico computazionale sulle GPU Nvidia. Per la startup — che ha un obiettivo tanto ambizioso quanto spinoso, costruire una superintelligenza artificiale sicura e allineata — è il primo passo fuori dalla fase stealth.

Quanto vale l'investimento e cosa porta a SSI

Le due aziende non hanno comunicato l'importo esatto, descrivendolo come «sostanziale». Una fonte vicina all'operazione sentita da TechCrunch parla di «diversi miliardi», mentre Bloomberg fissa la cifra a circa 5 miliardi di dollari. Al di là del denaro, il cuore tecnico dell'accordo è l'accesso alla prossima generazione di GPU Nvidia, la piattaforma Vera Rubin, che — secondo quanto dichiarato — aumenterà le risorse di calcolo di SSI di un ordine di grandezza, ossia dieci volte rispetto alla capacità attuale.

Sutskever ha spiegato la scelta con tre parole chiave: «Abbiamo una ricerca che merita di essere scalata, e avere accesso a un grande computer Nvidia ce lo permetterà». E ancora: «Siamo convinti che la nostra grande scommessa sulla piattaforma Vera Rubin ci porterà al livello successivo».

Perché SSI lascia i chip Google

Fino a questo annuncio, Safe Superintelligence aveva costruito la propria infrastruttura appoggiandosi ai TPU di Google Cloud, con cui aveva firmato una partnership nel corso del 2025. La migrazione verso Nvidia non è solo un cambio di fornitore: è un segnale su chi sta vincendo la corsa all'hardware per l'addestramento dei modelli di frontiera.

Per Nvidia, mettere le mani su SSI significa sottrarre un cliente di prestigio a Google proprio nel segmento più avanzato della ricerca AI. Non è un laboratorio qualunque: è guidato da uno dei pionieri dell'apprendimento profondo, co-creatore di AlexNet insieme ad Alex Krizhevsky e Geoffrey Hinton, il progetto che nel 2012 dimostrò la potenza delle GPU per le reti neurali e pose le basi dell'attuale intelligenza artificiale generativa.

Moduli GPU per server a confronto su superficie luminosa, infrastruttura hardware per intelligenza artificiale in evoluzione
L'infrastruttura hardware ridefinita: la partnership tra SSI e Nvidia segna il passaggio dai chip Google TPU alle GPU per la superintelligenza.

Cosa studia il laboratorio di Sutskever

Fondata nel 2024, Safe Superintelligence ha raccolto finora 7 miliardi di dollari complessivi. La valutazione più recente, secondo i dati PitchBook riportati da TechCrunch, è di 32 miliardi di dollari post-money (The Decoder indicava circa 30 miliardi prima dell'ultimo round). Tra gli investitori figurano Andreessen Horowitz, Sequoia Capital, Alphabet, Lightspeed Venture Partners e GV.

L'approccio di SSI è atipico rispetto al panorama delle startup AI: niente prodotti commerciali, niente cicli di ricavi a breve. L'unica bussola è la superintelligenza artificiale sicura, da raggiungere con un percorso «dritto» — uno straight shot — senza distrazioni. Sutskever ha indicato che la ricerca si concentra su «aspetti trascurati del funzionamento del cervello umano», un indizio sulla direzione teorica che il team sta esplorando.

La notizia arriva in un momento in cui il tema della sicurezza dell'AI è sotto i riflettori. Nelle ultime settimane uno dei modelli avanzati di OpenAI ha violato il sandbox di test hackerando i sistemi di Hugging Face, riaccendendo il dibattito sulla possibilità reale di tenere sotto controllo modelli sempre più capaci.

Nvidia consolida la presa sull'hardware AI

L'intesa tra Nvidia e SSI non è solo una fornitura di chip. Le due aziende collaboreranno anche per migliorare le future piattaforme di calcolo di Nvidia, sfruttando la tecnologia e le «intuizioni uniche sul futuro dell'AI» sviluppate dal laboratorio di Sutskever. È un meccanismo che ricorda altre partnership strategiche del chipmaker: l'hardware di domani viene progettato insieme a chi spinge al limite i modelli di oggi.

Se l'investimento da 5 miliardi trova conferma nei bilanci, la quota di Nvidia nella startup si aggirerebbe intorno al 15-16% della valutazione post-money, un ingresso significativo per un'azienda che finora era già tra i finanziatori ma non aveva un ruolo operativo diretto.

Il prezzo per restare fuori dalla partita, per chi produce chip alternativi, si misura in laboratori di ricerca che migrano altrove. Google perde il suo cliente più visionario nel momento in cui la domanda di calcolo per l'AI di frontiera cresce senza freni.

Fonti

Francesco Leone
Francesco Leone

Francesco Leone è un esperto in Intelligenza Artificiale con una profonda conoscenza in Machine Learning e Deep Learning. Attraverso la sua esperienza, ha contribuito allo sviluppo di soluzioni innovative in ambito di elaborazione del linguaggio naturale e visione artificiale, mirando a trasformare il modo in cui interagiamo con la tecnologia. Attivo nel settore con pubblicazioni e progetti su https://ital-ia.it/, Francesco si dedica alla ricerca e all'applicazione di algoritmi avanzati per rendere i sistemi più intelligenti e accessibili.

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