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Al Galaxy Unpacked di Londra Google ha trasformato Gemini da assistente vocale a sistema operativo dell’esperienza quotidiana. L’intelligenza artificiale non risponde più solo a comandi, ma esegue compiti reali su oltre 40 app, organizza progetti complessi e si allunga fino agli occhiali intelligenti che arriveranno in autunno. Samsung, da parte sua, ha ridisegnato l’hardware dei nuovi pieghevoli attorno a questa integrazione: il messaggio è che il vero salto generazionale, quest’anno, è nel software.
La novità più ambiziosa si chiama Gemini Intelligence ed è la risposta di Google alla domanda su cosa può fare concretamente un’intelligenza artificiale per chi non vuole passare la giornata davanti allo schermo. L’assistente ora completa digital chores – compiti digitali ripetitivi – come ordinare la cena, prenotare un ristorante, acquistare biglietti per concerti o organizzare un viaggio, attingendo a più di 40 applicazioni popolari.
Il funzionamento è pensato per restare in background: l’utente può seguire i progressi passo dopo passo, mettere in pausa un’operazione, intervenire su un dettaglio specifico e poi restituire il controllo a Gemini perché completi il resto. L’IA notifica quando il task è pronto per la revisione finale. Sul Galaxy Z Flip8, l’accesso a Gemini Intelligence è ancora più immediato: basta una pressione prolungata del tasto di accensione dalla Flex Window, lo schermo esterno, per attivarlo senza aprire il telefono.
Google ha mostrato una demo in cui Gemini analizza una foto di ispirazione o una lista della spesa come prompt visivo: il ragionamento avanzato interpreta ciò che compare sullo schermo e lo trasforma in azioni concrete. Resta però un punto non chiarito: quali permessi hardware l’assistente potrà richiedere sui dispositivi Galaxy. Apple, durante la sua Worldwide Developers Conference di giugno 2026, ha illustrato un meccanismo simile per Siri, facendo leva sull’ecosistema chiuso per accedere a Messaggi, Foto e Calendario. Samsung e Google non hanno ancora specificato fino a che punto Gemini Intelligence potrà attingere ai dati sensibili dell’utente.
Il secondo aggiornamento riguarda Gemini Notebook, il servizio che fino a pochi giorni fa si chiamava NotebookLM e che ora arriva preinstallato su tutti i nuovi pieghevoli Samsung. La proposta è chiara: trasformare il telefono in un partner di ricerca capace di sintetizzare informazioni complesse e produrre materiali su misura.
Soprattutto sul Galaxy Z Fold8 Ultra – con il suo display interno da 8 pollici e la visualizzazione affiancata – l’integrazione diventa potente. L’utente può trascinare foto, documenti, immagini di lavagne, registrazioni vocali e link direttamente nello spazio di lavoro di Gemini Notebook e poi usare la chat per interrogare le fonti caricate. Il sistema genera slide deck, video, flash card, quiz e podcast personalizzati, adattandosi allo stile di apprendimento di chi lo usa. Per spingere l’adozione, Google include con ogni Galaxy Z Fold8 Ultra, Fold8 e Flip8 sei mesi di prova gratuita di Google AI Pro, il piano che sblocca funzionalità avanzate come Audio Overviews, Video Overviews e Slides.
La terza direttrice è l’estensione di Gemini oltre lo smartphone. I nuovi Galaxy Watch 9 e Galaxy Watch Ultra 2 attivano l’assistente semplicemente sollevando il polso: nessuna parola chiave, la conversazione parte in modo naturale.

L’annuncio più atteso riguarda però gli occhiali intelligenti, sviluppati in collaborazione con Qualcomm e con due marchi di eyewear come Gentle Monster e Warby Parker. I dispositivi, attesi per l’autunno, saranno privi di display e monteranno fotocamera, altoparlanti e microfoni. Google ha spiegato che gli occhiali supporteranno Gemini AI e si integreranno nativamente con gli smartwatch Wear OS compatibili: indossando entrambi, basterà un gesto della mano per controllare le funzioni degli occhiali, senza toccare nulla.
L’architettura poggia sulla piattaforma Android XR, dettagliata durante il Google I/O di maggio 2026, e rappresenta il tentativo più concreto di portare l’assistente AI in un formato a mani libere che può accompagnare l’utente per strada, al lavoro o in viaggio.
I nuovi dispositivi Samsung sono già in preordine dal 22 luglio e arriveranno sul mercato il 7 agosto. Ecco i prezzi di lancio per il Galaxy Z Fold8 Ultra:
| Taglio di memoria | Prezzo |
|---|---|
| 256 GB (12 GB RAM) | 2.299 € |
| 512 GB (12 GB RAM) | 2.499 € |
| 1 TB (16 GB RAM) | 2.899 € |
Il modello Ultra pesa 215 grammi, ha uno spessore di 4,1 mm da aperto – il più sottile mai realizzato da Samsung – e monta una batteria da 5.000 mAh con ricarica cablata a 45 W e wireless a 20 W. Il reparto fotografico si costruisce attorno a un sensore principale da 200 MP, un ultra-grandangolare da 50 MP e un teleobiettivo da 10 MP con zoom ottico 3X. La nuova architettura Flex Titanium utilizza una lega di titanio sotto il display, con rigidità venti volte superiore al polimero usato in precedenza, per rendere la piega quasi invisibile e migliorare la resistenza nel tempo.
Il Galaxy Z Fold8 standard, pensato per streaming e contenuti verticali, adotta un formato più compatto – grande quanto un passaporto, dicono da Samsung – con display interno in 4:3 e peso di 201 grammi. La batteria scende a 4.800 mAh, ma mantiene la ricarica a 45 W (63% in 30 minuti) e un picco di luminosità di 3.000 nit con trattamento anti-riflesso. Rinuncia al teleobiettivo, una scelta che contiene peso e spessore e differenzia nettamente i due modelli.
Tutte le fonti concordano su un punto: Gemini Intelligence richiede ancora la conferma umana per completare un acquisto. Nelle demo mostrate, l’assistente arriva fino al carrello, ma lascia all’utente l’ultimo tocco. È un dettaglio che rivela la fase di transizione in corso: l’automazione c’è, ma la delega totale è rimandata a quando la fiducia nei permessi e nella sicurezza sarà risolta.
Per chi sta costruendo un ecosistema Samsung, il messaggio è che il valore del nuovo hardware non si misura più solo in megapixel o millimetri di spessore. I 2.299 euro del Fold8 Ultra, i sei mesi gratuiti di Google AI Pro, la preinstallazione di Gemini Notebook e l’arrivo degli occhiali intelligenti disegnano un perimetro dentro il quale l’intelligenza artificiale non è un’app, ma il modo in cui il dispositivo funziona. La differenza con gli smartphone di un anno fa non è nell’assistente più veloce: è che il telefono ha iniziato a fare cose al posto tuo, e chiede solo il permesso per l’ultimo passo.