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Tim Cook ha usato l’ultima earnings call da CEO di Apple per lanciare un messaggio che cambia le coordinate dell’intelligenza artificiale su iPhone e Mac: il nuovo Siri AI, in arrivo questo autunno con iOS 27, potrebbe essere soggetto a limiti di utilizzo giornalieri, con la possibilità di acquistare potenza di calcolo aggiuntiva attraverso i piani iCloud+. Non è un dietrofront rispetto alla strategia di integrazione gratuita dell’AI, ma un allineamento a ciò che già fanno i concorrenti diretti — da OpenAI ad Anthropic — con la partita che si sposta sul terreno dove Apple ha sempre avuto margini più alti: i servizi a pagamento.
L’indiscrezione non è ancora una decisione definitiva, ma pesa il contesto: Apple ha appena chiuso un trimestre con 30,74 miliardi di dollari di ricavi dalla divisione servizi, che include iCloud+, Apple TV e Apple One. L’assistente AI potenziato, capace di agire attraverso le app e leggere ciò che compare sullo schermo, è la leva con cui Cupertino vuole aumentare ulteriormente quel flusso di entrate ricorrenti, proprio mentre l’hardware affronta costi crescenti.
Giovedì 30 luglio, durante la call con gli analisti, Cook ha spiegato che Apple prevede un utilizzo massiccio del nuovo assistente e che per chi supererà determinate soglie ci saranno opzioni di upgrade su iCloud+:
«We do believe there will be people that want to use [Siri AI] a lot, and so we will have some kind of upgrade possibilities on iCloud+, where people can buy up the stack on iCloud+, and we’ll see how the pickup for that is. But we could not be more excited about where [Siri AI] is.»
La formula “buy up the stack” — ripresa in forma leggermente diversa anche da The Verge — indica un sistema a tier: chi resta entro i limiti gratuiti non paga, chi li supera può acquistare più compute in cloud tramite l’abbonamento esistente. Al momento non sono stati comunicati né le soglie né i prezzi.
L’esistenza di tetti giornalieri su alcune funzioni di Siri AI non è una sorpresa. Apple aveva già segnalato, durante la WWDC di giugno 2026, che le capacità legate ai modelli server — come la generazione di immagini — avrebbero avuto «limiti di utilizzo» e che «l’accesso esteso» è disponibile nella maggior parte dei piani iCloud+. Il nuovo annuncio di Cook estende questa logica: chi userà Siri AI in modo intensivo, anche al di fuori della generazione di immagini, potrebbe aver bisogno di un piano superiore.

Il tempismo ha un peso specifico. Apple si è lasciata alle spalle un accordo transattivo da 250 milioni di dollari per una class action legata al marketing delle capacità AI di iPhone 16 — un ritardo che ha costretto l’azienda a integrare un modello Google Gemini personalizzato per colmare il divario con la concorrenza. Il nuovo Siri AI è la scommessa per voltare pagina, ma l’introduzione di un paywall per gli utenti avanzati rischia di essere percepita come una barriera aggiuntiva proprio nel momento in cui l’assistente doveva riconquistare la fiducia degli utenti Apple.
Il nuovo Siri AI, già disponibile nella beta di iOS 27 e atteso al lancio ampio questo autunno, cambia radicalmente l’esperienza:
Il costo di queste funzioni, quando eseguite su server remoti, ricade su Apple. Il contesto hardware è teso: una carenza di RAM legata alla domanda AI ha già spinto aziende come Meta, Samsung, Microsoft e Sony ad alzare i prezzi di alcuni dispositivi. Apple ha aumentato i prezzi di Mac e iPad a giugno 2026, ma non ha ancora toccato gli iPhone. L’abbonamento iCloud+ per l’AI si inserisce in questa pressione sui costi, spostando il margine dal dispositivo una tantum al servizio ricorrente.
La strategia ricalca quanto già visto altrove: OpenAI e Anthropic offrono versioni gratuite limitate e piani a pagamento per chi supera le soglie. Apple però aggiunge un elemento differenziante — la privacy — su cui ha insistito anche nel lancio di Siri AI. L’assistente è stato ricostruito per usare i Foundation Models sia on-device sia nel cloud attraverso l’infrastruttura Private Cloud Compute. Per gli utenti, il paywall sarà anche una scelta tra pagare Apple mantenendo le garanzie sulla protezione dei dati oppure rivolgersi a servizi concorrenti che potrebbero avere politiche diverse.
Con John Ternus pronto a prendere il posto di Cook, Apple entra in una fase in cui la crescita dei servizi deve compensare le incertezze sull’hardware. Siri AI a pagamento per gli utenti più esigenti è il primo test di questa transizione: se l’adozione sarà alta, il modello a tier potrebbe diventare permanente e allargarsi ad altre funzioni di Apple Intelligence.