Quartiere residenziale con case moderne e ciminiere in lontananza, vicino al data center di Southaven nel Mississippi

xAI compra case a Southaven: rinuncia alle cause sul rumore

Non basta comprare le case: conta che chi le vende rinunci alle cause legali. È il cuore dell'offerta che xAI sta portando avanti, attraverso la controllata MZX, nel quartiere residenziale di Colonial Hills a Southaven, Mississippi: ai proprietari viene proposto di vendere al prezzo di mercato — 180.000 dollari in media — in cambio della firma di una liberatoria che li esclude dalla class action sul rumore delle turbine a gas del data center. Secondo il Guardian, diciotto proprietari si sono detti disposti a vendere, mentre cinque immobili sono già stati acquistati dal 9 ottobre secondo i registri della contea; l'obiettivo riferito da un agente immobiliare è di 418 case, cifra che xAI non ha confermato. Il conto, se l'obiettivo venisse raggiunto: 418 per 180.000 fa 75,24 milioni di dollari, il prezzo che xAI pagherebbe per svuotare il quartiere e, con esso, la platea dei potenziali querelanti.

L'accordo: vendere la casa e firmare la liberatoria

Il meccanismo della proposta è a due stadi. Nella lettera ricevuta da diverse famiglie e riportata dal Mississippi Free Press, MZX nega tutte le accuse, spiega di aver bisogno di immobili per i propri scopi aziendali e propone, tramite il proprio broker, di comprare case a Southaven "in cambio, tra le altre cose, della rinuncia a tutte le richieste relative alla causa". Al closing il venditore si impegna a firmare una liberatoria separata che lo esclude dallo stabilimento di Southaven e dalla cosiddetta Haley action, la class action guidata dai residenti. Una volta firmato, il proprietario non può più recuperare danni né avviare azioni per conto proprio.

Secondo quanto riferito dall'agente immobiliare che sta bussando porta a porta, l'obiettivo è di 418 abitazioni — praticamente l'intero quartiere sul fianco occidentale della città, cifra che xAI non ha confermato. Secondo i registri della contea di DeSoto, cinque case sono state acquistate dal 9 ottobre; il Guardian riporta 18 proprietari disposti a vendere, senza precisare se i cinque facciano parte dei diciotto. Diciotto su 418 corrispondono al 4,3% del target: il grosso della partita è ancora da giocare. Non è un caso che il prezzo sia fissato al valore di mercato, senza premio sopra il mercato: chi accetta non fa un affare economico, compra la pace dal rumore.

DatoValore
Obiettivo acquisti418 case (riferito da un agente immobiliare; xAI non ha confermato)
Prezzo offerto180.000 dollari (valore di mercato)
Proprietari disposti a vendere18 (secondo il Guardian)
Case effettivamente acquistate dal 9 ottobre5
Costo totale stimato del piano75,24 milioni di dollari (calcolo)
Residenti nella class action3

Il rumore che sta dietro la trattativa

Attorno a Southaven, da luglio 2024, xAI ha costruito tre data center — Colossus I, Colossus II e Macrohardrr — tra la città del Mississippi e la vicina Memphis, in Tennessee. Ad alimentarli c'è una centrale nell'ex sito Duke Energy, con 69 turbine a gas temporanee. Secondo quanto determinato dall'EPA, le turbine funzionano senza i permessi federali richiesti. Da qui nasce la causa depositata a giugno da tre residenti, che denunciano "rumori quasi costanti, vibrazioni e altri disagi di livello molesto".

Jason Haley, uno dei querelanti e proprietario da vent'anni di una casa a circa mezzo miglio dalle turbine, descrive "un ronzio acuto e poi un rumore come un aereo sopra la testa": "Non riesco a dormire, esco di casa o metto musica finché non crollo esausto". Elizabeth Rose, insegnante di piano, racconta di essere stata svegliata alle due e alle tre di notte: "Sembra il motore di un aereo ma continuo, è incredibilmente forte". Per lei il quartiere rischia di diventare "Elonville".

Quartiere residenziale con case moderne e ciminiere in lontananza, vicino al data center di Southaven nel Mississippi
Attorno al data center di Southaven, xAI tenta di comprare case in cambio della rinuncia alle cause sul rumore.

Il fronte legale non si ferma qui. La NAACP ha citato in giudizio xAI per aver operato decine di turbine a metano non autorizzate a Southaven, e in ottobre un giudice federale ha respinto il tentativo dell'amministrazione Trump di archiviare la causa. Secondo una segnalazione della stessa società riportata da The Verge, xAI è esposta fino a 6,1 milioni di dollari di possibili sanzioni civili per violazioni ambientali e a oltre 220 milioni di dollari di crediti non pagati per lavori svolti a Memphis e Southaven.

Chi resiste, chi accetta, chi non ha scelta

Non tutti i residenti vivono l'offerta come un problema. Alcuni non si dichiarano disturbati dal rumore, altri difendono l'indotto economico portato dai data center in uno degli Stati più poveri del Paese, e il sindaco ha rivendicato l'arrivo di posti di lavoro. Gavin Foust, paramedico cresciuto nella zona, rifiuterà l'offerta proprio per la clausola sulle cause: "I miei vicini anziani hanno accettato. Volevano passare lì il resto della vita, ma ora vogliono andarsene perché non vogliono essere infastiditi dalle turbine". Per chi vive in affitto non c'è margine: dopo la vendita dei proprietari, i locatari ricevono un preavviso di 60 giorni e vanno via.

Sullo sfondo, la politica. Il governatore repubblicano del Mississippi Tate Reeves aveva celebrato all'inizio dell'anno il piano di xAI da oltre 20 miliardi di dollari di investimenti, e ha sostenuto che limitare i data center equivarrebbe a "surrendering the future of technology to China". A Memphis, il consiglio comunale ha respinto a ottobre una moratoria di un anno, approvando in alternativa una pausa di 135 giorni. Musk, che ha speso circa mezzo miliardo di dollari per sostenere candidati repubblicani negli ultimi due cicli elettorali, trascorre fino a quattro notti a settimana in un camper Airstream nella zona di Memphis per seguire i lavori secondo il Guardian; Il Fatto Quotidiano parla di almeno tre notti. Le due formulazioni sono compatibili e raccontano la stessa presenza quasi costante sul cantiere.

Perché il buyout conviene: i numeri dietro l'offerta

L'operazione è più piccola di quanto sembri, se confrontata con la scala dell'investimento. I 75,24 milioni di dollari (418 × 180.000) necessari al piano equivalgono allo 0,38% dei 20 miliardi annunciati da xAI per l'area. Ancora più marcato il confronto con la stima del Southern Environmental Law Center, secondo cui le emissioni delle turbine provocherebbero 44 milioni di dollari all'anno di costi sanitari: il costo del buyout equivale a meno di due anni di questa stima (75,24 diviso 44 fa 1,71 anni, cioè circa 20 mesi).

Per i proprietari la scelta è diversa: vendere a prezzo di mercato e rinunciare per sempre alle possibili richieste di risarcimento, oppure restare e proseguire il contenzioso. Non è un'offerta che non si può rifiutare: è un'offerta che, se accettata, chiude la partita con il rumore. A decidere, casa per casa, sarà ciascun proprietario singolarmente, mentre il quartiere sparisce pezzo per pezzo.

Fonti

Francesco Leone
Francesco Leone

Francesco Leone è un esperto in Intelligenza Artificiale con una profonda conoscenza in Machine Learning e Deep Learning. Attraverso la sua esperienza, ha contribuito allo sviluppo di soluzioni innovative in ambito di elaborazione del linguaggio naturale e visione artificiale, mirando a trasformare il modo in cui interagiamo con la tecnologia. Attivo nel settore con pubblicazioni e progetti su https://ital-ia.it/, Francesco si dedica alla ricerca e all'applicazione di algoritmi avanzati per rendere i sistemi più intelligenti e accessibili.

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