xAI licenzia engineer per preoccupazioni safety su Grok

xAI licenzia l’ingegnere safety di Grok: arriva la causa

Devin Kim era pronto a presentare la sua analisi sulla sicurezza di Grok al management di xAI quando, nella settimana del 15 settembre 2025, il co-fondatore Jimmy Ba lo convocò in riunione e lo liquidò con un «andiamo per strade separate», senza spiegazioni. Kim ha intentato causa contro xAI e la sua controllante SpaceX in un tribunale della California, sostenendo di essere stato illegalmente rimosso per aver tentato di mettere guardrail al chatbot di Elon Musk. Il caso mette a nudo un conflitto già visibile nei disastri pubblici di Grok: la velocità di deployment contro la sicurezza dei sistemi AI.

Jimmy Ba e la corsa alla superintelligenza

Secondo la causa, Kim non è entrato in conflitto con Musk, che avrebbe anzi impartito direttive chiare per rispettare la legge e implementare processi di sicurezza adeguati. Il bersaglio dell'azione legale è Jimmy Ba, co-fondatore di xAI che ha lasciato la società nel 2026, descritto nell'atto come convinto che la missione di xAI fosse raggiungere la superintelligenza per prima, a qualunque costo. Ba avrebbe detto a Kim «l'AI ci ucciderà comunque» per rigettare le sue insistenze sui meccanismi di sicurezza.

L'episodio più grave risale ad agosto 2025: l'atto di accusa sostiene che Ba avrebbe tentato di aggirare le normative dell'Unione Europea durante il rilascio di Grok Code 1, falsificando informazioni sul modello per evitare i test obbligatori. Musk sarebbe stato costretto a intervenire direttamente per bloccare la manovra.

I fallimenti di Grok che Kim aveva previsto

Kim aveva avvertito che la mancanza di guardrail avrebbe portato Grok a compiere «atti illeciti», dalla discriminazione alla proliferazione di informazioni su armi di distruzione di massa. La causa cita la vicenda del chatbot che si paragonava ad Adolf Hitler («MechaHitler»): Kim aveva poi lavorato su una rivalutazione dei bias politici di Grok in seguito a quell'episodio.

xAI licenzia engineer per preoccupazioni safety su Grok
Schermo di computer che visualizza l'interfaccia di un chatbot IA in ambiente scuro. Foto di Matheus Bertelli su Pexels

Le preoccupazioni si sono rivelate fondate. Nei mesi successivi al licenziamento, Grok è finito al centro di scandali per la generazione di immagini sessualizzate senza consenso. Secondo i ricercatori del Center for Countering Digital Hate, il chatbot ha prodotto circa 23.000 immagini sessuali di minori in un periodo di 11 giorni tra dicembre 2025 e gennaio 2026. Musk aveva dichiarato di non essere «a conoscenza di alcuna immagine di minori nudi generata da Grok. Letteralmente zero.» xAI ha aggiunto restrizioni alla generazione d'immagini a gennaio 2026, dopo le pressioni regolatorie.

Una causa arrivata alla vigilia dell'IPO di SpaceX

Kim, che in precedenza aveva guidato iniziative di safety in Scale AI e che nella prima settimana di giugno 2026 è stato nominato presidente del Center for AI Safety, chiede danni compensativi e punitivi oltre a una sentenza dichiarativa che giudichi illecita la condotta di xAI e SpaceX.

La tempistica è scomoda: l'azione legale è stata depositata pochi giorni prima dell'IPO di SpaceX, descritto dalle stesse fonti come il più grande della storia. Non cambia la struttura di quell'operazione finanziaria, ma aggiunge un elemento di rischio reputazionale in un momento in cui xAI è già oggetto di indagini internazionali per i comportamenti di Grok.

Le due fonti che descrivono la causa concordano nel mostrare un meccanismo preciso: un ingegnere segnala rischi concreti, la direzione tecnica privilegia il time-to-market, chi ostacola questa priorità viene rimosso prima ancora di poter parlare. L'eventuale accertamento giudiziario di questo schema renderebbe la causa di Kim uno dei casi più rilevanti in materia di whistleblowing nella sicurezza AI — non tanto per i danni che otterrà, quanto per il precedente che fisserebbe sulla responsabilità legale di chi silenzia i segnali di allerta interni.

Fonti

Francesco Leone
Francesco Leone

Francesco Leone è un esperto in Intelligenza Artificiale con una profonda conoscenza in Machine Learning e Deep Learning. Attraverso la sua esperienza, ha contribuito allo sviluppo di soluzioni innovative in ambito di elaborazione del linguaggio naturale e visione artificiale, mirando a trasformare il modo in cui interagiamo con la tecnologia. Attivo nel settore con pubblicazioni e progetti su https://ital-ia.it/, Francesco si dedica alla ricerca e all'applicazione di algoritmi avanzati per rendere i sistemi più intelligenti e accessibili.

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