Case residenziali di un quartiere vicino a un data center, edifici tecnologici sullo sfondo in piena luce

xAI offre di comprare case: chi vende rinuncia alle cause

A Southaven, nel Mississippi, la causa sul rumore dei data center si sta trasformando in una compravendita immobiliare. MZX, controllata di xAI, offre di acquistare le abitazioni del quartiere Colonial Hills a chi rinuncia a ogni azione legale contro l'impianto che alimenta i server. Il prezzo medio di una casa in zona è di circa 180.000 dollari, e un agente immobiliare ha riferito a un residente che l'obiettivo è di 418 immobili. Il conflitto esce così dalle aule di tribunale ed entra nel mercato: chi resta fa causa, chi vende lascia il quartiere e rinuncia a farla.

La lettera di MZX: la casa in cambio della rinuncia alle cause

L'offerta arriva con una lettera consegnata a diverse famiglie di Colonial Hills. MZX nega tutte le accuse, spiega di avere bisogno di immobili per le proprie attività e chiede, in cambio dell'acquisto, la firma di un accordo separato che libera l'azienda da ogni pretesa legata allo stabilimento di Southaven, compresa la causa Haley.

Il testo, riportato dal Mississippi Free Press, è esplicito: dopo la firma del Release Agreement il venditore non potrà ottenere danni o altro ristoro dalla causa Haley, né avanzare pretese in prima persona. La compravendita, in altre parole, è condizionata: il contratto immobiliare si chiude insieme a una rinuncia legale.

MZX non è un nome qualunque: è la controllata che gestisce il sito. xAI, dal febbraio 2026, è confluita nella galassia SpaceX. Le case, stando a quanto riferisce il sindaco della città, serviranno ad accogliere il personale della società, che negli ultimi due anni ha costruito tre data center tra Southaven e la vicina Memphis: Colossus I e Colossus II nel Tennessee, Macrohardrr in Mississippi.

418 case nel mirino: i numeri del piano

Il dato che circola tra i residenti è 418 abitazioni, quasi l'intero quartiere. Il numero non arriva dall'azienda ma da un agente immobiliare che va di porta in porta: ascoltato in una registrazione dal Guardian, l'agente parla di 18 proprietari già pronti a vendere. xAI non ha risposto alle domande su questi numeri e sui suoi piani per il quartiere.

VoceDato
Obiettivo di acquisto418 case
Proprietari già d'accordo a vendere18
Case acquistate da MZX dal 9 ottobre5
Prezzo medio nell'area180.000 dollari

I 18 proprietari già d'accordo valgono il 4,3% dell'obiettivo, calcolando 18 su 418. Le cinque compravendite registrate nella contea di DeSoto dal 9 ottobre al 28 ottobre coprono 19 giorni: una casa ogni meno di quattro giorni (19 diviso 5).

Chi vende, chi resta e chi deve andarsene

Non tutti accettano. Chi rifiuta resta esposto al rumore e mantiene la possibilità di partecipare alla causa; chi vende incassa il valore di mercato e perde ogni diritto. Nel mezzo ci sono gli inquilini, che non hanno voce in capitolo: quando il proprietario vende, ricevono un preavviso di 60 giorni e devono lasciare la casa.

Case residenziali di un quartiere vicino a un data center, edifici tecnologici sullo sfondo in piena luce
Vicino ai data center, i quartieri residenziali affrontano il nodo tra rumore, cause legali e offerte d'acquisto delle case.

Elizabeth Rose, insegnante di pianoforte che abita a circa due miglia dal sito, descrive il rumore delle turbine così: «Sembra il motore di un aereo, ma è continuo, è incredibilmente forte». E sul futuro del quartiere non ha dubbi: «Diventerà il piccolo parco giochi di Elon Musk, in pratica. Elonville».

Gavin Foust, paramedico residente nella zona, racconta che i vicini anziani hanno appena accettato di vendere e che lui ha rifiutato: «Perché metterlo in una città? Perché spingere la gente fuori? È sconsiderato e vergognoso».

Le turbine e le altre cause aperte

L'impianto che alimenta i data center è un ex sito Duke Energy con 69 turbine a gas temporanee. Da qui nasce la causa depositata a giugno da tre residenti, che denunciano un rumore «quasi costante», vibrazioni e altri danni da molestia. Elizabeth Rose ha raccontato di essere stata svegliata alle 2 e alle 3 di notte; Jason Haley, uno dei querelanti, ha detto: «È stato così torturante che non riesco a dormire: esco di casa o accendo della musica finché non mi addormento, completamente esausto».

Sul fronte ambientale le grane non sono minori:

  • la NAACP ha citato in giudizio xAI per decine di turbine a metano non autorizzate a Southaven, e a ottobre un giudice federale ha respinto il tentativo dell'amministrazione Trump di archiviare il ricorso;
  • l'EPA ha stabilito che le turbine richiedevano permessi federali, lasciando allo Stato il compito di farli rispettare;
  • il Southern Environmental Law Center stima 44 milioni di dollari l'anno di costi sanitari legati alle emissioni;
  • xAI affronta fino a 6,1 milioni di dollari di potenziali sanzioni civili ambientali e oltre 220 milioni di dollari di fatture non pagate contestate per i lavori nei siti di Memphis e Southaven;
  • il Consiglio comunale di Memphis ha respinto una moratoria di un anno sui data center, approvando invece una pausa di cantiere di 135 giorni.

L'azienda respinge le accuse sul rumore: sostiene di aver variato la potenza degli impianti e costruito barriere fonoassorbenti, e a luglio ha concordato con i regolatori statali la trasformazione della centrale in un impianto a gas permanente entro l'estate successiva.

Il conto del piano: 75,24 milioni contro 20 miliardi

Moltiplicando le 418 case per il prezzo medio di 180.000 dollari si ottiene 75,24 milioni di dollari: il costo teorico dell'intero quartiere. Rapportato ai più di 20 miliardi di dollari di investimento che il governatore del Mississippi ha rivendicato per quell'area, equivale allo 0,38% (75,24 su 20.000).

La cifra va letta accanto alle altre esposizioni dell'azienda. Comprare l'intero quartiere costa circa dodici volte le sanzioni civili potenziali (75,24 milioni contro 6,1), e poco più di un terzo dei 220 milioni di dollari di fatture contestate (75,24 su 220, cioè il 34,2%). Per una società che investe 20 miliardi in un'area, insomma, l'acquisto di 418 abitazioni è una voce di bilancio quasi trascurabile: il vero risparmio non è il mattone, è la rinuncia alle cause che quei proprietari potrebbero intentare o sostenere.

Per Colonial Hills la domanda si sposta altrove. Se le 418 case cambiano proprietario, la causa Haley resta l'unico argine tra il quartiere e le turbine — e il rumore non si compra.

Fonti

Francesco Leone
Francesco Leone

Francesco Leone è un esperto in Intelligenza Artificiale con una profonda conoscenza in Machine Learning e Deep Learning. Attraverso la sua esperienza, ha contribuito allo sviluppo di soluzioni innovative in ambito di elaborazione del linguaggio naturale e visione artificiale, mirando a trasformare il modo in cui interagiamo con la tecnologia. Attivo nel settore con pubblicazioni e progetti su https://ital-ia.it/, Francesco si dedica alla ricerca e all'applicazione di algoritmi avanzati per rendere i sistemi più intelligenti e accessibili.

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