Chip per intelligenza artificiale e smartphone su una scrivania luminosa, simbolo degli investimenti AI nei conti di Alphabet

Google giù del 10%: i 51 miliardi per l’AI bruciano cassa

Alphabet ha investito 51,4 miliardi di dollari in infrastrutture per l'intelligenza artificiale nel solo terzo trimestre 2026 e ha chiuso il periodo con un flusso di cassa libero negativo per 9,1 miliardi. Il titolo ha perso fino al 10% nelle contrattazioni dopo i conti del 28 ottobre. Il paradosso che Wall Street ha iniziato a prezzare sta tutto in una riga: la ricerca con AI Mode cresce più in fretta di quella tradizionale, ma incassa meno per ogni interrogazione.

La cassa: 42,3 miliardi incassati, 51,4 investiti

Il flusso di cassa libero di Alphabet è sceso a -9,1 miliardi di dollari nel trimestre chiuso a fine settembre, contro i -5,9 miliardi dei tre mesi precedenti. È il secondo trimestre consecutivo in rosso da quando Google è quotata in Borsa, nel 2004. Il conto si spiega con due voci: le attività operative hanno generato 42,3 miliardi, mentre le spese in conto capitale sono salite a 51,4 miliardi, dai 44,9 del secondo trimestre. La differenza tra i due valori è esattamente il saldo negativo riportato.

Nei primi nove mesi del 2026 Alphabet ha destinato quasi 132 miliardi alle spese in conto capitale. La previsione per l'intero anno resta tra 195 e 205 miliardi, il che implica una spesa nel quarto trimestre fino a 73,1 miliardi: circa 21,7 miliardi in più del terzo trimestre, cioè un aumento del 42% calcolato sui 51,4 miliardi. La direttrice finanziaria Anat Ashkenazi ha anticipato che nel 2027 gli investimenti aumenteranno ancora significativamente. Sullo sfondo restano impegni futuri per oltre 1.000 miliardi di dollari tra data center, apparecchiature ed energia, e nel trimestre è stata pagata una sanzione europea da 4,1 miliardi più interessi.

Il dato va letto con una precisazione: negli ultimi dodici mesi il flusso di cassa libero resta positivo per 19,7 miliardi. Non è un'azienda che ha smesso di produrre cassa. È un'azienda che la reinveste più velocemente di quanto la generi.

La ricerca cresce del 12%, gli analisti si aspettavano il 15%

I ricavi di Search e degli altri formati pubblicitari si sono fermati a 63,4 miliardi, in crescita del 12% anno su anno contro il 15% atteso dagli analisti e contro i ritmi vicini al 20% visti nella prima parte dell'anno. Il responsabile commerciale di Google, Philipp Schindler, ha ammesso in call che "the strong growth in AI mode queries had an impact because of the lower monetization". Tradotto: le risposte generate dall'AI sostituiscono parte del percorso pubblicitario tradizionale senza ancora monetizzarlo allo stesso livello.

Il resto dei numeri: ricavi totali a 127,6 miliardi (+25%), Google Services a 96,3 miliardi (+11%), ricavi pubblicitari di YouTube a 11,2 miliardi (+9%). L'utile netto è sceso del 25% a 26,2 miliardi, ma il calo riflette in gran parte una perdita di 8,7 miliardi sulle partecipazioni finanziarie, legata soprattutto a SpaceX, non un deterioramento della redditività operativa.

C'è un dato che complica il quadro. Secondo il CEO Sundar Pichai il numero di ricerche cresce al ritmo più alto degli ultimi cinque anni, e le interrogazioni fatte con AI Mode sono mediamente tre volte più lunghe di quelle tradizionali, spesso con immagini, documenti o comandi vocali. Google viene usata di più; il nodo è quanto di questo uso diventa fatturato.

Chip per intelligenza artificiale e smartphone su una scrivania luminosa, simbolo degli investimenti AI nei conti di Alphabet
Gli investimenti in infrastrutture per l'intelligenza artificiale pesano sul flusso di cassa di Alphabet e sul titolo in Borsa.

Cloud a 30,7 miliardi: raddoppia e non basta

Google Cloud ha più che raddoppiato i ricavi, arrivando a 30,7 miliardi (+103% da 15,2 miliardi), con l'utile operativo salito da 3,6 a 11,1 miliardi e il margine passato dal 23,7% al 36,2%. Il portafoglio di ordini non ancora eseguiti vale 561 miliardi, più della metà dei quali dovrebbe diventare ricavo nei prossimi due anni.

Pichai ha detto in call: "Le nostre infrastrutture e soluzioni di intelligenza artificiale sono i principali motori della crescita del cloud e i nostri clienti ci considerano il fornitore leader in questo settore, quindi la domanda è enorme". Il punto è che proprio quella domanda impone nuovi processori, nuovi data center e nuova energia: la crescita del cloud alimenta gli investimenti che erodono la cassa.

Microsoft spende quasi uguale, ma genera 27,7 miliardi di cassa in più

Il confronto con Microsoft, che ha pubblicato i conti lo stesso giorno, spiega perché il mercato ha punito Alphabet. Il gruppo di Redmond ha investito 45,2 miliardi nel trimestre, circa 6 miliardi meno di Alphabet, ma ha chiuso con un flusso di cassa libero positivo per 18,6 miliardi, contro i -9,1 di Alphabet: una differenza di 27,7 miliardi in un solo trimestre. Azure ha superato le attese e il titolo ha guadagnato oltre il 3% nelle contrattazioni after-hours.

I due modelli di business non sono sovrapponibili e i calendari di investimento non coincidono, ma il messaggio di Borsa è netto: annunciare spese record nell'AI non basta più.

Capex e utile operativo: dove le testate divergono

Le fonti divergono su alcuni valori. Corriere.it indica spese in conto capitale per 51,4 miliardi nel terzo trimestre, FinanzaOnline riporta 51,3 miliardi: 100 milioni di differenza sullo stesso trimestre. Sulle perdite da partecipazioni, Corriere parla di 8,7 miliardi legati in particolare a SpaceX, FinanzaOnline di 8,2 miliardi da altri proventi.

Un'altra apparente discrepanza, invece, non è tale. The Decoder riporta un utile operativo di 39,2 miliardi con margine del 40,7%; FinanzaOnline di 40,6 miliardi con margine del 31,8%. I due valori hanno perimetro diverso: 39,2 miliardi su 96,3 di Google Services fa esattamente il 40,7%, mentre 40,6 miliardi sui 127,6 miliardi di ricavi consolidati fa il 31,8%. Il primo è il margine dei servizi, il secondo quello del gruppo.

Cosa cambia per chi ha il titolo in portafoglio

Le spese in conto capitale valgono il 40,3% dei ricavi trimestrali, calcolando 51,4 su 127,6: quattro dollari reinvestiti ogni dieci incassati. Se il quarto trimestre arriva davvero a 73,1 miliardi, quella quota salirà ancora, mentre la crescita della ricerca è già scesa dal ritmo vicino al 20% di inizio anno al 12%.

La scommessa implicita è che l'estensione del programma pubblicitario per i chatbot, annunciata in call per gli Stati Uniti e per il resto del mondo, colmi il divario di monetizzazione prima che il saldo di cassa negativo diventi la norma e non l'eccezione. Il mercato, il 28 ottobre, ha già iniziato a prezzare il contrario.

Fonti

Francesco Leone
Francesco Leone

Francesco Leone è un esperto in Intelligenza Artificiale con una profonda conoscenza in Machine Learning e Deep Learning. Attraverso la sua esperienza, ha contribuito allo sviluppo di soluzioni innovative in ambito di elaborazione del linguaggio naturale e visione artificiale, mirando a trasformare il modo in cui interagiamo con la tecnologia. Attivo nel settore con pubblicazioni e progetti su https://ital-ia.it/, Francesco si dedica alla ricerca e all'applicazione di algoritmi avanzati per rendere i sistemi più intelligenti e accessibili.

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