Microchip illuminato che simboleggia la competizione per la supremazia nell'intelligenza artificiale

Trump e Johnson respingono l’appello AI: priorità alla Cina

A 24 ore dall'appello di Dario Amodei, CEO di Anthropic, per rallentare lo sviluppo dell'AI, Donald Trump e il presidente della Camera Mike Johnson respingono pubblicamente l'idea di una pausa. Per i due repubblicani la priorità è non perdere terreno sulla Cina: "Chi vince l'AI, vince". La sicurezza passa in secondo piano rispetto alla competizione tecnologica.

La replica: "Chi vince l'AI, vince"

Trump e Johnson considerano le richieste dei CEO AI una reazione eccessiva. Temono che una pausa o regolamenti d'emergenza possano consegnare alla Cina il primato tecnologico. Al Financial Times Trump ha detto: "Look, we're leading China in AI … and, frankly, I want to keep it that way, because whoever wins AI, wins." Johnson ha rilanciato su CNN: "If Congress just races in and does some sort of emergency session to try and regulate AI, we will lose the race to China." La risposta arriva il giorno dopo l'appello, a conferma che il tema è già diventato oggetto di scontro politico.

Chi sostiene la pausa e chi la avversa

L'appello di Amodei ha raccolto il sostegno di Sam Altman (OpenAI), Elon Musk e, in forma più cauta, Demis Hassabis (Alphabet). Sul fronte opposto, Trump e Johnson guidano il rifiuto politico di qualsiasi freno. La frattura non è tecnica ma geopolitica.

Microchip illuminato che simboleggia la competizione per la supremazia nell'intelligenza artificiale
La sfida per il primato nell'intelligenza artificiale rappresenta una nuova frontiera della competizione tecnologica globale.
  • Dario Amodei (Anthropic): ha pubblicato una lunga lettera aperta il 12 settembre 2026 per "pace the frontier" e rallentare lo sviluppo.
  • Sam Altman (OpenAI) ed Elon Musk: hanno espresso sostegno pubblico su X.
  • Demis Hassabis (Alphabet): sostegno cauto all'iniziativa.
  • Donald Trump e Mike Johnson: respingono la pausa, citando la corsa con la Cina.

Cosa cambia per la regolamentazione dell'AI

Con Trump e Johnson contrari a una sessione d'emergenza, il Congresso difficilmente varerà misure restrittive a breve. L'implicazione è che le aziende AI dovranno gestire la sicurezza internamente, mentre la corsa con la Cina resta il quadro politico dominante.

La distanza tra le due posizioni si misura in 24 ore: il 12 settembre Amodei chiede una pausa, il 13 settembre la leadership repubblicana la boccia. Quattro figure di primo piano dell'industria (Amodei, Altman, Musk, Hassabis) hanno chiesto o sostenuto il rallentamento; due leader politici (Trump, Johnson) lo escludono. Il calcolo è semplice: 4 contro 2, ma il peso politico dei secondi è decisivo. Il punto non è chi ha ragione, ma chi decide i tempi: gli appelli dei CEO restano sul piano volontario, mentre la politica fissa l'agenda con la lente della sicurezza nazionale. Per chi sviluppa AI, il segnale è che la sicurezza non diventerà un vincolo normativo nell'immediato.

La partita sulla sicurezza AI si gioca fuori dal Congresso: per ora vince la logica della corsa, non quella della cautela.

Fonti

Francesco Leone
Francesco Leone

Francesco Leone è un esperto in Intelligenza Artificiale con una profonda conoscenza in Machine Learning e Deep Learning. Attraverso la sua esperienza, ha contribuito allo sviluppo di soluzioni innovative in ambito di elaborazione del linguaggio naturale e visione artificiale, mirando a trasformare il modo in cui interagiamo con la tecnologia. Attivo nel settore con pubblicazioni e progetti su https://ital-ia.it/, Francesco si dedica alla ricerca e all'applicazione di algoritmi avanzati per rendere i sistemi più intelligenti e accessibili.

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