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Il mercato globale ha prezzato in una sola seduta quello che i capi dei laboratori di intelligenza artificiale chiedevano da giorni: un rallentamento. SoftBank, uno dei principali investitori in OpenAI, ha perso fino al 13%, l'indice sudcoreano Kospi è arretrato del 3% e i futures sul Nasdaq indicano un'apertura in calo dell'1,3%. La tesi che emerge dalle contrattazioni del 14 settembre 2026 è che il vincolo al rally dell'AI non sia più la domanda di chip, ma la volontà dei laboratori di dosare il ritmo dello sviluppo — e dunque la velocità con cui gli investimenti in infrastrutture possono essere ripagati.
I ribassi hanno colpito l'intera catena di fornitura asiatica dell'AI, con le perdite più pesanti sui produttori di memoria e su chi costruisce capacità di calcolo. Reuters e FinanzaOnline riportano letture intraday leggermente diverse degli stessi titoli: non è una contraddizione tra testate, ma l'effetto di rilevazioni fatte in momenti differenti della stessa seduta.
| Titolo | Mercato | Calo |
|---|---|---|
| SoftBank Group | Tokyo | fino a 13% (13,2% per Reuters, 11% per FinanzaOnline) |
| Kioxia | Tokyo | 9,8% iniziale (9% per FinanzaOnline) |
| Tokyo Electron | Tokyo | 3,7% |
| SK Hynix | Seul | 5,3% (6% per FinanzaOnline) |
| Samsung Electronics | Seul | 3,7% (4% per FinanzaOnline) |
| TSMC | Taipei | 1,2% |
| CXMT | Shanghai | fino a 3,6% |
| SMIC | Shanghai | 2,6% |
| Zhongji Innolight | Hong Kong | fino a 6,7% |
| Minimax | Hong Kong | fino a 7,8% |
| Z.ai | Hong Kong | fino a 10,5% |
Sul piano degli indici, il Kospi ha ceduto il 3% (3,3% secondo FinanzaOnline) e Tokyo l'1%. Takayuki Miyajima, economista senior di Sony Financial Group, si aspettava una pressione di questo tipo: la vendita sui titoli AI e dei semiconduttori a Tokyo arriva "in seguito a una serie di commenti del fine settimana che chiedono un rallentamento del ritmo di sviluppo dell'IA", ha scritto in una nota, aggiungendo che pesa anche l'incertezza sul Medio Oriente. A Hong Kong, Z.ai è scivolata fino al 10,5% dopo un collocamento azionario a sconto.
Il calo di SoftBank misura circa dieci volte quello dei futures sul Nasdaq: 13% contro 1,3%. Rispetto all'indice complessivo di Tokyo, fermo a -1%, il multiplo sale a tredici. Il dato dice dove si sta concentrando la vendita: sui titoli con l'esposizione più diretta al capitale dei laboratori di AI.
Il meccanismo è quello descritto dagli operatori. Un rallentamento dello sviluppo renderebbe più difficile ripagare le centinaia di miliardi di dollari già impegnati in infrastrutture AI. Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha scritto nel suo saggio che "building too fast is reckless" e che entro sei-dodici mesi gli agenti di IA "potrebbero essere in grado di prendere il controllo dell'intera rete internet, causando potenzialmente danni per centinaia di miliardi di USD". Sam Altman ha dichiarato di concordare e ha promesso accesso a valutatori indipendenti simile a quello dei dipendenti; al saggio hanno aderito anche Elon Musk e Demis Hassabis. Donald Trump ha respinto l'appello: "We're leading China in AI. We're the most sophisticated country in the world and frankly, I want to keep it that way because whoever wins AI, wins."

C'è un paradosso che il mercato sta prezzando. L'azienda che chiede di rallentare è la stessa che, secondo il Financial Times, ha comunicato agli investitori un risultato operativo adjusted positivo per il secondo trimestre consecutivo, mentre si prepara alla quotazione negli Stati Uniti. L'appello arriva quindi da un gruppo che sta per raccogliere capitali pubblici.
Non tutti leggono la mossa come una promessa di meno spesa. Jim Reid di Deutsche Bank osserva che "la corsa competitiva tra aziende e Paesi resta intensa, ed è difficile immaginare che le imprese si tirino indietro volontariamente mentre i rivali continuano ad avanzare", e che un maggior peso degli investimenti potrebbe semplicemente spostarsi su sicurezza, monitoraggio e governance. Charu Chanana di Saxo Bank avverte che, con valutazioni che incorporano "un ritmo incessante di progresso tecnologico", anche solo un possibile ritardo può innescare prese di beneficio. Michael Burry è più duro: gli avvertimenti sono "clamore e fumo negli occhi" e una "copertura per un reale e incontrollabile rallentamento della crescita". Dan Ives di Yorkville Ives si aspetta invece una rapida ripresa, ricordando i 5.000 miliardi di dollari di spesa previsti nel settore nei prossimi anni.
Il contesto regolatorio resta fluido. Un gruppo trasversale di parlamentari britannici ha individuato una serie di rischi per i diritti umani legati all'AI, sostenendo che nessun Paese dispone di leggi adeguate a contenerli; Stati Uniti e Cina dovrebbero tenere colloqui sulla sicurezza dell'AI questo mese, mentre il Global Times ha attaccato il saggio di Amodei definendolo un "manuale della Guerra Fredda". Jacob Coxon, ricercatore di Anthropic dimessosi la settimana scorsa, ha motivato l'uscita sostenendo che "le persone che costruiscono l'IA credono seriamente che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio".
Con Wall Street attesa in rosso, l'attenzione si sposta sui titoli più esposti agli ordini di chip per AI. Negli Stati Uniti il mercato guarda Nvidia, Broadcom, Amd, Micron e Sandisk; in Europa il focus è su Asml; in Italia i titoli più sensibili al fattore AI sono Stm, Prysmian e Technoprobe. Sono le quotazioni su cui si misurerà se il calo asiatico resta un episodio o diventa una correzione più lunga.
Il punto sollevato da Sebastien Mallet di T. Rowe Price sposta però il confronto più in là delle singole sedute: "Non c'è dubbio che l'IA cambierà il mondo. Ma questo non significa necessariamente che ogni investimento effettuato oggi genererà un rendimento interessante". Per chi ha esposizione alla filiera, la variabile da seguire non è più solo la domanda di calcolo — su cui Dan Ives continua a scommettere — ma il costo che le aziende dovranno sostenere per rendere credibile la propria safety: valutatori esterni, monitoraggio e governance che, secondo Deutsche Bank, assorbiranno una quota crescente della spesa.